CryptoLocker, ancora tu?

Lucio Battisti cantava: “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?”. Perdonatemi, se potete, ma abbinare l’indimenticabile canzone all’odioso malware che continua a mietere vittime fra gli internauti, mi è venuto spontaneo. Perché a dispetto di tutti gli avvisi, delle raccomandazioni della Polizia Postale e dei consigli degli esperti, CryptoLocker continua a mietere vittime. Vittime che, troppe volte, al danno di aver perso tutti i loro dati aggiungono, per loro ingenuità, la beffa di aver versato qualche centinaio di euro ai ricattatori che, naturalmente, si sono guardati bene dal fornire le promesse chiavi per decifrare il disco fisso.

Ricordiamo che i pirati informatici, non chiamiamoli hacker per favore, operano dove possono, con il minimo rischio, ottenere facili guadagni. Finché ci saranno ingenui (voglio essere moderato nei termini) che pagheranno il “riscatto” per i loro dati bloccati da CryptoLocker, i cyber criminali continueranno a vederci una fonte di guadagno e continueranno a perfezionare il loro maledetto codice. La prima raccomandazione rimane, quindi, la stessa da tre anni: non pagate anche perché, secondo le statistiche della Polizia di Stato, nel 99% dei casi non otterrete nulla!

CryptoLocker, in fondo, sarebbe semplice da bloccare. Il meccanismo di diffusione è, addirittura banale: un semplice messaggio di posta elettronica, proveniente a volte da un mittente conosciuto altre volte da quelli che apparentemente sembrerebbero istituzioni affidabili, con un allegato da aprire per avere informazioni su una spedizione, su una fattura, su una nota di credito, su un preventivo. Cliccando sul link all’allegato si attiva, immediatamente il virus che inizia a cifrare e rendere illeggibile tutto il contenuto dei dischi anche di quelli collegati in rete.

A parte, come mi piace dire, “non accettare caramelle da sconosciuti” e cancellare qualsiasi e-mail sospetta, la soluzione principe per proteggersi da CryptoLocker resta quella che vado ripetendo, ormai, da 35 anni. Avere sempre un backup aggiornato, su un supporto rimovibile non collegato al computer o alla rete. Il buon, vecchio disco esterno è la soluzione migliore e quando fatte le vostre copie di sicurezza (non dico ogni giorno ma almeno una volta a settimana) fate prima una scansione antivirus e, durante il processo di backup, chiudete tutti i programmi che hanno accesso alla rete (io, personalmente, scollego il cavo e spengo il Wi-Fi).

Prevedendo che, come essere umano, anch’io possa essere distratto e superficiale ho messo in conto la possibilità di aprire, per distrazione o per errore, un file infettato con CryptoLocker, ho anche messo, a monte di PC, router e modem, un bel pulsante che mi consente di staccare l’alimentazione a tutti i dispositivi. Fortunatamente il malware impiega un certo tempo a fare i suoi danni e se, in un minuto riesco a spegnere tutto, posso cercare di limitarli.

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