Facebook: ti piace, commenti o condividi?

Come ben sanno amici e parenti Facebook, per me, non è qualcosa d’indispensabile. Non sono un assiduo frequentatore del social network di Mark Zuckerberg, solo recentemente l’ho installato sullo smartphone e le mie visite alla bacheca hanno un andamento altalenante, che si riassume nelle espressioni “qualche volta al giorno” fino ad arrivare a “ogni tanto”. Nelle mie visite mi diverto a osservare, in fondo è il mio mestiere, cosa fanno gli “amici di bit” e quali reazioni provocano negli altri.

Quello che mi meraviglia, quelle volte che uso Facebook, è scoprire che molto spesso gli utenti più assidui utilizzano il social network in modo, per così dire, “allegro”, sprecando i “Like”, i commenti e le condivisioni che sulle bacheche private, in fondo, hanno scarso valore (servono solo a fare crescere l’autostima del proprietario) ma che nelle “Pagine” hanno un ruolo fondamentale. Preciso che questa non vuole essere una guida SEO (non è il mio mestiere) ma ho notato che molto spesso sono proprio gli amministratori delle pagine a commettere errori grossolani.

Mettere un “mi piace” su un post in bacheca vuol dire, semplicemente, che quell’immagine, quella frase, quel video mi è particolarmente gradito. Alla stessa stregua di un bel tramonto, di una canzone, di una mamma che gioca con il suo bambino. In poche parole un semplice riconoscimento. Commentare un post, invece, vuol dire argomentare le proprie opinioni in merito. Naturalmente andrebbe fatto con un minimo di educazione e con il dovuto rispetto per le opinioni altrui.

Molto spesso, invece, assistiamo a delle vere e proprie “flame”, condite da insulti e maledizioni varie. Personalmente, quando vedo che i commenti a un post scatenano queste guerre verbali, mi astengo da entrare nella disputa. Lo facevo all’epoca dei NG (i quasi defunti Newsgroup) ma all’epoca esistevano i moderatori in carne ed ossa (non un algoritmo di controllo) che in un batter di ciglia eliminavano i post incriminati e magari “bannavano” (cancellavano) gli utenti più facinorosi.

La condivisione su Facebook, invece, è un’arma potentissima in grado di generare una vera e propria reazione a catena che coinvolge amici, amici degli amici e via discorrendo. Facciamo un esempio, una paginetta con un paio di centinaia di “Like”. Se la condivido sulla mia striminzita bacheca (un centinaio di amici) forse riesco ad aggiungere altre cinque o sei persone che, magari, hanno migliaia di amici e quindi, condividendo a loro volta, generano altri 250 “Like”. Un raddoppio in un passaggio non è previsto nemmeno nei più strampalati e visionari piani delle catene di Sant’Antonio!

Anche nel caso delle condivisioni bisogna, ovviamente, usare la testa. Prima di condividere qualsiasi cosa su Facebook verificatene l’autenticità. Troppe morti di VIP sono diventate “quasi vere” a colpi di condivisioni e troppi appelli inutili riempiono le nostre bacheche!

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