Traffico di organi: il titolo e i fatti.

Uno di loro potrebbe ricevere i tuoi organi. Decidi tu!

“Portate in Italia e poi uccise: le schiave del traffico di organi” con questo titolo si apre la storia, l’inchiesta del quotidiano “Il Messaggero di Roma” che è stata, immediatamente, ripresa da molte testate e inizia a diffondersi a macchia d’olio sul web. Google, a solo due giorni dalla pubblicazione dell’articolo, trova poco meno di 100.000 pagine alla query “Castelvolturno traffico organi” facendo diventare, di fatto, la cittadina del litorale Domiziano un mattatoio umano, una sorta di capitale internazionale di quello che io definisco il commercio più lurido al mondo.

Naturalmente, per dare più forza al messaggio distruttivo che, sono quasi certo, farà crollare ancora di più i consensi alla donazione di organi, si tirano in ballo indagini internazionali che vedono i “federali” dell’FBI impegnati a fianco della Polizia Italiana per combattere questo diabolico e turpe mercato che, secondo il titolo del quotidiano romano, vedrebbe il nostro paese come una sorta di macello dove esseri umani vengono assassinati per strappare loro un cuore, un polmone, un fegato, un rene da vendere al mercato nero.

Badate bene, io non nego l’esistenza di un mercato internazionale e clandestino di organi. Potrebbe anche essere che la famiglia di uno dei 6521 pazienti italiani che, al 30 novembre 2018, erano in attesa di un rene metta insieme il denaro (pare intorno ai 60.000 euro) per trovare una clinica, sicuramente all’estero, che riesca a risolvere il problema. E non posso negare che in alcuni paesi del mondo, del terzo mondo, esistano persone che per risollevare le sorti economiche della loro famiglia siano disposte a vendersi un rene. Disperati italiani che vedono un familiare soffrire in dialisi, messi in contatto dalle organizzazioni criminali internazionali con altri disperati del terzo mondo che vedono la famiglia soffrire la fame o che vedono una figlia piangere perché non ha la dote per sposarsi.

Non bisogna essere esperti di economia per capire che anche questo è un mercato, turpe, schifoso, immorale, che si basa sulla vecchia semplice regola: domanda e offerta. Finché ci sarà la disperata richiesta di organi, ci sarà sempre un criminale spietato pronto a trovare quell’organo anche all’estero e a proporre, dietro lauto e illecito compenso, i propri “buoni uffici” per risolvere il problema. Togliamo l’urgenza, la disperazione dalla richiesta e, per le organizzazioni criminali il gioco non varrà più la candela.

Non possiamo negare che, con soli 27 donatori per milione di abitanti, in Italia esista un’urgenza che genera disperazione nelle famiglie. Disperazione che aumenta quando costatiamo che, in caso di accertamento di morte, quasi il 30% dei familiari si oppone al prelievo. Aumentiamo il numero dei consensi, accorciamo i tempi dell’attesa, e il traffico d’organi scomparirà.

E tu, si proprio tu che in questo momento stai giustificando la tua mancata decisone dicendo a te stesso: “… lo dicevo io che dietro ai trapianti c’è la mafia …” ora hai capito? Vuoi gettare i tuoi organi in un bidone oppure fare una scelta civile che aiuti la società in cui vivi? INFORMATI, DECIDI, FIRMA!  E fallo oggi.