Cronache dalla giungla dei nuovi social

C’era una volta Facebook. Tutti ci siamo iscritti, più o meno nello stesso modo: con entusiasmo, foto profilo imbarazzanti e l’illusione che sarebbe stato un diario personale digitale. Dopo poco è diventato la piazza del paese: la zia che condivide ricette, l’amico che posta foto delle vacanze e il cugino che litiga con sconosciuti su qualsiasi argomento, dal calcio alla geopolitica.

Poi arrivò Instagram, che doveva essere solo foto artistiche e tramonti. Dopo cinque minuti era già invaso da foto di gatti, caffè e piedi sulla spiaggia. Poi TikTok, che ha trasformato tutti in potenziali ballerini, anche quelli che fino al giorno prima avevano il ritmo di un comodino. E nel frattempo, un certo Mastodon: la grande alternativa, il nuovo inizio, il futuro. In pratica, una cyclette in garage: ti sei iscritto, hai fatto due post e l’hai lasciato lì a prendere polvere.

Ora tocca a Threads e Bluesky, gli ultimi arrivati nella grande famiglia dei social. Tutti promettono la stessa cosa: “Qui sarà diverso”. E, puntualmente, non lo è. Threads: come Twitter, ma con la barba appena fatta. Bluesky: come Twitter, ma con la testa tra le nuvole. Mastodon invece resta lì, come il parente strano che nessuno invita ma che ogni tanto scrive su WhatsApp.

La nuova malattia: il FOMO 2.0

Il problema non sono i social in sé, ma la nuova sindrome collettiva: il FOMO 2.0. Tranquilli, FOMO non è l’ennesima variante dello stramaledetto COVID ma, per i non addetti ai lavori, FOMO significa Fear Of Missing Out: la paura di perdersi qualcosa. È quel brivido che ti prende quando ti raccontano di una festa a cui non sei andato o quando tutti parlano dell’ultima serie Netflix e tu sei ancora fermo alla terza stagione di Lost.

Il FOMO 2.0 è la sua versione aggiornata, in salsa social. Non basta esserci, bisogna esserci prima degli altri. Non iscriversi al nuovo social entro le prime 24 ore dal lancio equivale a dichiarare pubblicamente: “Non sono più giovane, né trendy, né al passo coi tempi”.

I principali sintomi di questa patologia 2.0 sono facilmente riconoscibili:

  • Ansia da invito: quella che ti attanaglia se non hai ricevuto il codice per Bluesky. Ti senti escluso come quando alle medie non ti hanno invitato alla festa di compleanno più cool dell’anno. A quel punto diventi creativo: ti metti a cercare inviti su eBay o a chiederli agli amici come se fossero organi da trapianto (“ce l’hai? me lo presti?”).
  • Orgoglio da pioniere: che ti fa dire “Io su Threads c’ero già prima che fosse di moda… cioè, tre giorni fa”.
  • Amnesia selettiva: se qualcuno ti ricorda Mastodon, fingi che sia un Pokémon di quarta generazione.

La grande diaspora digitale

Così ci ritroviamo tutti a fare avanti e indietro come nomadi digitali: si lascia un social per correre verso il nuovo, salvo scoprire che dentro ci sono sempre le stesse persone, solo con un avatar diverso. È un po’ come traslocare in una casa nuova solo per scoprire che i vicini di pianerottolo sono sempre gli stessi, e pure rumorosi. È come cambiare continuamente bar perché “questo ha l’aria più cool” … salvo poi ritrovarci gli stessi amici seduti al bancone, a bere lo stesso spritz.

C’è chi mantiene con orgoglio tre, quattro, cinque account aperti contemporaneamente, postando la stessa foto in cross-posting ovunque. Così la tua colazione con cappuccino e cornetto appare su Facebook, Instagram, Threads, Bluesky e probabilmente pure LinkedIn, con l’immancabile caption motivazionale: “Colazione di lavoro: nutrire il corpo e la mente.”

Il social che manca davvero

Alla fine, cambiano i loghi, cambiano gli slogan, ma restiamo sempre noi: a condividere gattini, polemizzare con sconosciuti e mettere like alle stesse tre persone che ci seguiamo ovunque.

Forse quello che manca non è l’ennesima piattaforma “rivoluzionaria”, ma un social onesto. Uno che, al momento dell’iscrizione, ti chieda con semplicità: “Vuoi davvero passare ore a guardare meme riciclati, litigare con persone che non conosci e condividere gattini? Oppure preferisci andare a fare una passeggiata?”

E tu, per la prima volta, clicchi: Passeggiata. Versione premium: ti manda anche una notifica che dice “Hai già visto abbastanza gattini per oggi, esci a prendere un gelato”.