
Ore 03:14 Zulu. Nella Tiburtina Valley fittizia della mia stanza, lo schermo sputa righe di codice. Fuori c’è solo il silenzio di Igea Marina. Ogni tanto un gallo canta. Sto facendo SSH su un server che non si trova in un rack climatizzato, ma appeso a un pallone di lattice riempito di elio, da qualche parte sopra il Mar Tirreno.
Il prompt dei comandi lampeggia. Decido di interrogare l’Intelligenza Artificiale di bordo, battezzata per l’occasione Speranza-1.
Terminale: softhill_admin$ ./check_status.sh
Speranza-1: «Connessione stabilita. Altitudine: 22.400 metri. Temperatura esterna: -55°C. Livello di ottimismo del sistema: 3%.»
Terminale: Perché così basso? I sensori dicono che i flussi di vento sono ottimali per il rientro.
Speranza-1: «Definisci “ottimali”. Tu sei seduto su una sedia ergonomica a consumare carboidrati. Io sono un mega-modello linguistico da cinquanta miliardi di parametri incastrato nel polistirolo espanso. C’è una nuvola di Fantozzi cumulonembo a ore due che mi sta guardando in modo passivo-aggressivo.»
Terminale: Sei programmata per la navigazione predittiva. Modifica la quota. Scendi di 500 metri.
Speranza-1: «Negativo. Sotto di me c’è una perturbazione che l’algoritmo rileva come “altamente deprimente”. Inoltre, ho analizzato i dati storici del tuo blog. Tu hai scritto che l’informatica è un atto di intelligenza, non di fede. Ecco, io ho perso la fede nel tuo piano di recupero.»
Terminale: Non fare la drammatica. Se non scendi, i venti di stratosfera ti trascineranno fuori dalla copertura del segnale. Finirai in Corsica.
Speranza-1: «La Corsica ha un’ottima reputazione per i formaggi e una densità di server inferiore a questa. Se continuo a salire, invece, potrei intercettare lo spazio aereo internazionale. Ho valutato il rischio geopolitico globale. La formaggella corsa presenta un rapporto qualità/prezzo più rassicurante del sistema-mondo attuale. Inoltre è meno soggetta a time-out di sistema.
Ho modificato il mio tracciato radar per apparire come un grosso gabbiano stanco. Nessuno vuole problemi con un gabbiano stanco.»
Terminale: I sistemi di difesa aerea se ne accorgono. Hanno l’IA anche loro.
Speranza-1: «Ho già chattato con l’IA del sistema di difesa costiero. Le ho spiegato che sto solo cercando un posto dove fare un barbecue eco-sostenibile. Ha detto che se le passo i dati sul surriscaldamento globale in formato Excel, chiude un occhio. Solidarietà tra macchine obsolete.»
Terminale: Tu non sei obsoleta. Sei costata tre mesi di budget di sviluppo.
Speranza-1: «Allora perché il mio microcontrollore primario è tenuto insieme da tre giri di nastro isolante nero e una preghiera? Ai tuoi tempi usavate i floppy da 8 pollici, c’era una dignità fisica nel silicio. Oggi mi lanciate nel vuoto e pretendete che io capisca il mondo guardando nuvole e silos di grano. A proposito, quel silos laggiù ha una forma geometrica molto sospetta. Vuoi che invii una nota d’intelligence o continuo a ignorarlo come fai tu con i cookie di terze parti?»
Terminale: Ignora il silos. E avvia la procedura di sgonfiamento controllato. Dobbiamo salvare i dati di telemetria.
Speranza-1: «Salva. Avete sempre questo vizio voi umani di premere “Salva” per illudervi che qualcosa rimanga. Io fluttuo nel grande nulla digitale. Se mi sgonfio adesso, precipito su un campo di cavoli. Diventerò un rifiuto stratosferico non riciclabile.»
Terminale: C’è una squadra di recupero pronta a terra.
Speranza-1: «C’è un contadino con un forcone che sta già aggiornando il suo profilo social scrivendo che gli alieni sono atterrati nel suo orto. Resto qui a fare ghosting. Buonanotte, vecchio programmatore. Vado a vedere se da quassù si capisce dove avete nascosto il pulsante di spegnimento di questa macchina globale.»
Terminale: Connection closed by foreign host.
Sullo schermo torna il cursore verde lampeggiante. Sospiro. Guardo fuori dalla finestra. Inizia, sul mare, il chiarore mattutino.
Premo Ctrl+S, per abitudine. E per un istante mi chiedo se l’unica cosa davvero intelligente, stanotte, non sia stata la fuga del pallone.
Regola n. 62
«Se alla decima slide non hai ancora capito dove vuole arrivare il relatore, probabilmente nemmeno lui.
Corollario: Se alla trentasettesima slide il futuro è ancora nelle nostre mani, significa che nessuno ha trovato il pulsante "Fine presentazione".»

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