Una volta gli illustratori ricostruivano fatti realmente accaduti. Oggi possiamo creare fotografie di fatti mai successi. Ma il vero problema non è se una fotografia sia falsa: è la storia che ci raccontiamo guardandola.
A Vicenza un raduno social finisce con una sbarra divelta e alcuni danni. Poi arrivano i titoli, i politici, i “maranza”, la Francia, la remigrazione e perfino la distruzione dell’Italia.
WhatsApp introduce il Parental Control per i ragazzi. Ottima idea. Resta soltanto da capire chi dovrebbe controllare i genitori.
Una volta uscivo di casa e andavo in piazza senza sapere chi avrei incontrato. Oggi non devo nemmeno uscire: la piazza viene con me. Ma non è più la stessa piazza.
Due cani abbaiano, quelli del vicino rispondono e la voce corre sempre più lontano. Poi arrivano il pettegolezzo, il gossip e i social network. Ma siamo proprio sicuri di aver inventato qualcosa?
Un fatto grave, dieci minuti di caos e giorni di immagini ripetute nei telegiornali. Quando una notizia smette di informare e comincia semplicemente a riempire lo schermo?
Gli algoritmi funzionano. Anche quello del gatto che alle quattro del mattino decide che devi alzarti. Il problema, forse, è capire per quale obiettivo sono stati progettati.
Un vecchio account Instagram continua a esistere e a ricevere messaggi. Posso provare a recuperarlo, ma per confermare l’accesso serve un dispositivo già riconosciuto. Posso cancellarlo, certo: basta entrarci. Kafka, al confronto, aveva poca fantasia.
Una telecamera può documentare la realtà. Ma qualcuno decide sempre dove puntarla. E oggi quella telecamera ce l’abbiamo quasi tutti in tasca.
Un tempo bisognava fare qualcosa per apparire. Oggi, qualche volta, sembra necessario apparire per poter continuare a esistere.
Porte e muri servono entrambi a separare, ma solo le porte lasciano una scelta: entrare, uscire oppure restare dove siamo. A volte basta un gatto sdraiato sulla soglia per ricordarci la differenza.
Le statistiche possono dire quante persone sono passate da un blog, ma non cosa ne pensano. Un commento, anche solo un «mah…», aggiunge qualcosa al pezzo e trasforma una semplice visita in una piccola conversazione.
© 2026 Eventuali & Varie — Powered by WordPress
Tema di Anders Noren — Torna su ↑