Il Villaggio Globale



Partrendo dall’ossimoro di McLuhan mi piace, spesso, ragionare degli effetti della globalizzazione digitale dell’informazione in questo terzo millennio.

Oggi l’informazione non si subisce, si crea con i social media ma, piuttosto che riportare i fatti nudi e crudi, si preferisce trattarli in una sorta di Bar dello Sport dove i pareri, i fatti, si confondono con il pettegolezzo, vengono distorti e spesso capovolti.

E i media ufficiali, quelli che ci riempiono le giornate con stragi, omicidi, catastrofi e crisi continue, si alimentano di queste chiacchiere da bar, facendole entrare di diritto nella “bolla mediatica” per la quale se 1.000 persone dicono che l’erba è blu, drammaticamente l’erba diventa veramente blu.


  • Ho lasciato Facebook e sono contento.
    Oggi se non sei su Facebook non sei nessuno. Con più di un miliardo di utenti attivi ogni mese il social network che doveva riunire tutte le persone che condividevano gli stessi interessi e storie simili è diventato un fenomeno sociale con effetti dirompenti sulle masse.
  • Lo storytelling può cambiare il mondo?
    La mancanza di conoscenza, i pochi corsi disponibili per il no-profit, il costo elevato della formazione professionale in materia, rende difficile alle Organizzazioni di Volontariato di adattarsi con la velocità adeguata a una realtà in continua evoluzione e la visibilità sul web resta una sfida alla quale molti cercano di sopperire con l’uso “casareccio” dei social network.
  • Email Sender Reputation, questa sconosciuta
    È fondamentale seguire alcune buone pratiche in modo da poter mantenere un buon punteggio di reputazione specie se si usano grosse quantità di indirizzi.
  • A proposito di Intelligenza Artificiale
    La domanda di fondo è: “Può una macchina pensare e comportarsi come fanno gli umani?” e, soprattutto, “Perché è necessario lavorare per creare un’intelligenza simile a quella che troviamo e consideriamo elevata negli esseri umani anche nelle macchine?”
  • Comunicare con i giovani
    Quando si parla con i giovani, quando si entra nella “bolla” che un gruppo o una classe ha costruito intorno a ognuno di loro, è bene arrivare all’incontro ben preparati, curando sia l’aspetto verbale sia l’aspetto non verbale della comunicazione.
  • Le parole sono armi. Potenti.
    Chi non ricorda la frase “I have a dream”? Nel momento in cui le ascoltiamo le colleghiamo a chi le ha pronunciate e perché. “Io ho un sogno”, una frase che è entrata nella storia, che ha cambiato la storia. Anche se una mano assassina a messo a tacere la voce che l’ha pronunciata, quella frase resta viva attraverso quelli che in quelle quattro parole credono. Parole più potenti di una testata nucleare.
  • Smartphone: la libertà che incatena?
    L’uso di telefoni cellulari è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, specialmente dopo l’emergere di cosiddetti dispositivi intelligenti. Gli smartphone sono ora i nostri compagni al lavoro, alla vita sociale, al tempo libero e persino nella sfera di famiglia. Tuttavia, un uso eccessivo può causare problemi di dipendenza, dipendenza e paura: la nomofobia
  • Haters e social network
    “… quando lavori per ottenere qualcosa per te e per gli altri, ci saranno sempre ostacoli, ostacoli che vengono sollevati dalle circostanze o dalle persone intorno a te. Non preoccuparti, credi solo nella tua idea e lavora continuamente e onestamente verso il tuo obiettivo …”
  • Nel web non si legge, si scorrono le pagine.
    Oggi scrivere per il web, comunicare 2.0, vuol dire concentrarci su quei dettagli evidenti; scrivere qualcosa di interessante, magari profondo, ma che sia contemporaneamente chiaro e gradevole per chi, in autobus, in treno, a letto o seduto al PC, ci legge
  • Messaggerie Istantanee vs Posta Elettronica
    WhatsApp, Telegram, Signal e altre app di messaggistica contro il vecchio sistema di posta elettronica. Una guerra che vede due scuole di pensiero “l’un contro l’altra armate” sfidarsi quotidianamente per cercare di avere il privilegio di essere la piattaforma di comunicazione digitale più utilizzata. Naturalmente, quasi si trattasse di una partita di calcio, si sono […]