… noi chi?

Quando vedo una pubblicità che mi parla di ecologia, di sostenibilità ambientale, di cultura della cura del pianeta e della consapevolezza su questi temi tanto importanti, francamente mi si drizzano le antenne.
E quando scopro che non si tratta della solita compagnia che pubblicizza i suoi servizi energetici (benzina, gas, elettricità eccetera) mi incuriosisco.
Il fido PC è sempre pronto e lancio una ricerca. Mi ritrovo su un magnifico sito istituzionale che, a dispetto del nome a dominio che assomiglia a una siloca (culturaeconsapevolezza.mase.gov.it) ha un titolo piuttosto eloquente: «Dipende da Noi.»
Niente da eccepire, tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a far parte di un progetto vastissimo che dovrebbe consentire di restituire ai nostri discendenti un pianeta vivibile.
Già, perché il mondo non l’abbiamo ricevuto in eredità dai nostri antenati ma è un prestito dei nostri figli e nipoti. Dobbiamo riconsegnarlo, possibilmente, migliore di come lo abbiamo ricevuto.
Ma sono inciampato in una parola, in tre letterine quasi innocue: “Noi”.
Già perché quel noi include me che faccio la raccolta differenziata: carta nella carta, plastica nella plastica, indifferenziata nell’indifferenziata, eccetera.
Ma include anche l’azienda che si occupa del ritiro “porta a porta” che deve programmare i suoi interventi in base alle esigenze dei singoli quartieri e, quanto meno, della stagione. Magari prevedendo anche nuove forme di riciclaggio per oggetti diventati d’uso comune – penso ai miei vecchi CD e DVD ormai illeggibili che finiranno, un giorno, nell’indifferenziata – e che, altrove, hanno un loro canale dedicato.
E poi non vogliamo parlare di chi produce gli oggetti di uso quotidiano e non? Letteralmente vere miniere d’oro che, invece, devo conservare e chiedere a chi guida di portarle (ma l’automobile inquina o no?) all’isola ecologica insieme alle pile esaurite.
Potrei continuare all’infinito allargando la categoria noi da me fino ad arrivare, per assurdo, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
E quando NOI diventa un numero sempre più grande rischia di trasformarsi in nessuno. In Svizzera, in Germania, i CD e i DVD possono essere conferiti per il riciclaggio. Nel mio Comune, invece, finiscono nell’indifferenziata. Non posso certamente chiedere a una ditta specializzata di mandarmi un box per la raccolta di 500/600 CD e DVD.
Da chi dipende? Dal cittadino che non si informa o dall’azienda che non lo prevede? Dalle norme inesistenti o dai finanziamenti che non si trovano? Dall’Unione Europea o dall’ONU?
Da nessuno di questi. O da tutti questi.
Non basta dire: io mi sono informato cosa dovevo fare dei miei CD e mi hanno risposto “Indifferenziata”. Potevo, dovevo andare più a fondo nella questione e chiedere: «Perché?»
Perché quando ci identifichiamo come noi è facile dire «Abbiamo fatto.» E, quando qualcosa va storto, è altrettanto facile dare la colpa agli altri.
Posso essere sincero fino in fondo?
«Dipende da Noi» mi piace, un sacco. E non per simpatia verso il Ministro.
Perché quello che potrebbe sembrare un semplice slogan più o meno condivisibile, diventa una cosa terribilmente seria. Non mi basta più sapere in quale bidone debbo mettere i miei CD vecchi. Voglio sapere perché non c’è un bidone apposito per riciclarli.
Perché se Dipende da Noi vale davvero, allora io posso chiedere al gestore perché quel materiale non viene recuperato; il gestore magari mi può spiegare che manca una filiera economicamente o tecnicamente praticabile; a quel punto posso ancora chiedere perché manca; magari la risposta conduce al produttore, alle norme, al mercato, alle scelte pubbliche. E forse alla fine si torna a me, che davanti a due prodotti equivalenti potrei scegliere quello progettato per essere recuperato.
E, come un boomerang, mi ritorna in faccia la domanda: Noi chi?
Tutti quelli che possono fare qualcosa.
O anche soltanto chiedere perché non viene fatta.
Regola n. 1
«Quando tutti gridano, abbassa il volume prima di formarti un'opinione.»

martedì 22 Settembre 2026 alle 11:01
A Pompei non c’è mai stata l’isola ecologica. A luglio ho telefonato alla win-ecology perchè ho tre quintali di carta da smaltire e non mi sembrava corretto metterli tutti insieme nel vicolo (dove il camion della carta non entra). Il signore che mi ha risposto, gentilissimo, mi ha detto che mi avrebbe fatto sapere… ma fino ad ora non mi ha ancora fatto sapere nulla.