
Se vi aspettate telefoni che squillano, riunioni concitate e titolisti che litigano davanti alle agenzie di stampa, temo rimarrete delusi.
Qui le cose funzionano in modo diverso.
La redazione, oggi, è composta da un vecchio nerd acciaccato, due gatti (uno curioso e uno sospettoso), una macchinetta per il caffè espresso (zero memoria e zero chip), una moka da otto tazze di riserva (hai visto mai) e una quantità imprecisata di domande che si ostinano a non voler restare senza risposta.
L’organigramma (più o meno)
Direttore editoriale: il caso.
Direttore responsabile: non esiste. Esiste soltanto un autore curioso che scrive quando ha qualcosa da raccontare.
Caporedattore: la curiosità. Ogni tanto il ruolo viene usurpato da Rossana (non chiedete chi sia: fisicamente non esiste).
Revisione bozze: una rilettura davanti al terzo caffè. A volte il correttore di Word. Spesso i lettori.
Controllo qualità: Elena. Moglie. Caregiver. Portatrice sana di caffè, quando serve.
Comitato etico: Lillo, gatto nero che diffida di tutto.
Responsabile innovazione: Sugar, gatto grigio e bianco che preme i tasti senza alcuna autorizzazione. Attualmente distaccato presso il Controllo Qualità.
Archivio storico: il vecchio nerd. Finché si ricorda dove ha salvato il file.
Qui ogni articolo nasce da una domanda, non da una risposta.
Qui il caffè è facoltativo, ma fortemente consigliato.
Qui non esiste una linea editoriale rigida. Esiste una curiosità ostinata.
Se siete arrivati fin qui, probabilmente siete nel posto giusto.
Prendete un caffè.
Da queste parti è così che iniziano quasi tutte le conversazioni.
E, ogni tanto, anche qualche buona idea.
Regola n. 45
«Quando attraversi il metaverso, fallo a testa alta.»

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