Una volta bastavano una matita e due corna sul manifesto di Peppone. Oggi l’intelligenza artificiale può modificare una fotografia senza che la modifica sia riconoscibile. Ma il problema è davvero lo strumento che usiamo o quello che facciamo credere a chi guarda?
Il 30% è una percentuale. Il 31% è un bambino. Ma quando una legge traccia una riga, cosa succede davvero a chi si trova dall’altra parte?
Due cani abbaiano, quelli del vicino rispondono e la voce corre sempre più lontano. Poi arrivano il pettegolezzo, il gossip e i social network. Ma siamo proprio sicuri di aver inventato qualcosa?
Un fatto grave, dieci minuti di caos e giorni di immagini ripetute nei telegiornali. Quando una notizia smette di informare e comincia semplicemente a riempire lo schermo?
Google presenta Googlebook e punta sull’integrazione tra computer e smartphone Android. Un’idea nuova? Il mio vecchio iMac del 2011 avrebbe qualcosa da dire.
Gli algoritmi funzionano. Anche quello del gatto che alle quattro del mattino decide che devi alzarti. Il problema, forse, è capire per quale obiettivo sono stati progettati.
Un vecchio account Instagram continua a esistere e a ricevere messaggi. Posso provare a recuperarlo, ma per confermare l’accesso serve un dispositivo già riconosciuto. Posso cancellarlo, certo: basta entrarci. Kafka, al confronto, aveva poca fantasia.
“Dipende da noi” sembra uno slogan semplice. Ma chi è quel “noi”? Dal cittadino alle imprese, dalle istituzioni a chi stabilisce le regole, la responsabilità rischia di diventare di tutti e quindi di nessuno. Finché la domanda, come un boomerang, non torna indietro: noi chi?
Avere una casa digitale non basta. Un dominio dice dove abiti, ma non garantisce chi stia parlando dalla tua finestra. Tra identità, autenticazione e autorizzazione, il problema vero resta la responsabilità.
Proteggiamo dati e identità con password, SPID, CIE e riconoscimento biometrico. Ma se la chiave è quella giusta, siamo sicuri di sapere chi la tiene in mano?
Una telecamera può documentare la realtà. Ma qualcuno decide sempre dove puntarla. E oggi quella telecamera ce l’abbiamo quasi tutti in tasca.
Ci preoccupiamo delle intelligenze artificiali che potrebbero disobbedirci. Forse dovremmo preoccuparci di quelle che faranno esattamente ciò che chiediamo, trovando semplicemente una strada che non avevamo previsto.
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