Cronache, idee e dialoghi da un giardino di Bordonchio.

Autore Salva&Chiudi

Salva&Chiudi (ctrl+s)
Ex programmatore classe '54, cresciuto tra monitor a fosfori verdi e floppy da 8 pollici. Oggi non scrivo più software: scrivo storie su questo mondo digitale che corre senza istruzioni. Ma ho mantenuto il vizio di premere, ogni tanto, "Salva".

La montagna ha partorito un bombolone

Un bombolone diventa virale e i turisti salgono sulle Dolomiti per fotografarlo. Il Sassolungo, nel frattempo, può aspettare.

Il Piano B dei Maranza

Mettere un’etichetta è facile. Più difficile è chiedersi cosa ci sia dietro e, soprattutto, cosa avremmo potuto fare prima. Perché il Piano B serve. Ma non può diventare la scusa per rimandare sempre il Piano A.

Il Piano B ce l’abbiamo

Quando la prevenzione funziona non fa notizia: il disastro non avviene, le telecamere se ne vanno e nessuno racconta ciò che è stato evitato.

Il numero giusto nel posto sbagliato

Un numero può essere esatto fino all’ultima cifra e raccontare comunque una storia sbagliata. Basta scegliere il contesto giusto. O quello sbagliato.

Le briciole di Pollicino

Le truffe via SMS non sono scomparse. Sono diventate più credibili, anche grazie alle briciole di informazioni che lasciamo ogni giorno dietro di noi.

Le ISO della nostra vita

Mettere ordine in un vecchio archivio digitale può diventare un viaggio inatteso nella memoria. Perché non tutte le vecchie versioni di noi meritano di essere cancellate. Hai visto mai.

Questo articolo l’ha scritto Rossana

Un watermark può riconoscere le tracce lasciate da un’intelligenza artificiale in un testo. Ma trovare un’impronta sulla scena significa davvero aver trovato l’autore?

La maglietta dell’uomo invisibile

Negli anni Sessanta l’uomo invisibile si vestiva per farsi vedere. Oggi una maglietta può servire a fare il contrario: confondere l’intelligenza artificiale che ci osserva.

La lucertola diventata un dinosauro

Un grosso rettile si aggira per le campagne. Qualcuno lo vede, qualcuno lo fotografa e molti lo condividono. Poi arrivano social, esperti, giornali e televisioni. E, a forza di parlarne, una lucertola finisce per diventare un dinosauro.

Mancano 17 minuti. Forse.

Dai tempi di Windows 3.0 abbiamo cambiato computer, dischi e connessioni. La barra di avanzamento, invece, è ancora lì a regalarci certezze che certezze non sono. E forse abbiamo qualcosa da imparare anche da lei.

Che ore sono

Una volta al telefono chiedevamo «Come stai?». Poi, con il cellulare, «Dove sei?». Oggi lo smartphone sa quasi sempre dove siamo e lo smartwatch pretende di sapere anche come stiamo. Forse all’orologio potremmo lasciare almeno un compito: dirci che ore sono.

Il futuro ha una buona memoria

Innovare non significa sempre inventare qualcosa che non esisteva. A volte basta recuperare una buona idea, guardarla con occhi nuovi e scoprire che ha ancora parecchie cose da raccontare.

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