Un bombolone diventa virale e i turisti salgono sulle Dolomiti per fotografarlo. Il Sassolungo, nel frattempo, può aspettare.
Mettere un’etichetta è facile. Più difficile è chiedersi cosa ci sia dietro e, soprattutto, cosa avremmo potuto fare prima. Perché il Piano B serve. Ma non può diventare la scusa per rimandare sempre il Piano A.
Quando la prevenzione funziona non fa notizia: il disastro non avviene, le telecamere se ne vanno e nessuno racconta ciò che è stato evitato.
Un numero può essere esatto fino all’ultima cifra e raccontare comunque una storia sbagliata. Basta scegliere il contesto giusto. O quello sbagliato.
Le truffe via SMS non sono scomparse. Sono diventate più credibili, anche grazie alle briciole di informazioni che lasciamo ogni giorno dietro di noi.
Mettere ordine in un vecchio archivio digitale può diventare un viaggio inatteso nella memoria. Perché non tutte le vecchie versioni di noi meritano di essere cancellate. Hai visto mai.
Un watermark può riconoscere le tracce lasciate da un’intelligenza artificiale in un testo. Ma trovare un’impronta sulla scena significa davvero aver trovato l’autore?
Negli anni Sessanta l’uomo invisibile si vestiva per farsi vedere. Oggi una maglietta può servire a fare il contrario: confondere l’intelligenza artificiale che ci osserva.
Un grosso rettile si aggira per le campagne. Qualcuno lo vede, qualcuno lo fotografa e molti lo condividono. Poi arrivano social, esperti, giornali e televisioni. E, a forza di parlarne, una lucertola finisce per diventare un dinosauro.
Dai tempi di Windows 3.0 abbiamo cambiato computer, dischi e connessioni. La barra di avanzamento, invece, è ancora lì a regalarci certezze che certezze non sono. E forse abbiamo qualcosa da imparare anche da lei.
Una volta al telefono chiedevamo «Come stai?». Poi, con il cellulare, «Dove sei?». Oggi lo smartphone sa quasi sempre dove siamo e lo smartwatch pretende di sapere anche come stiamo. Forse all’orologio potremmo lasciare almeno un compito: dirci che ore sono.
Innovare non significa sempre inventare qualcosa che non esisteva. A volte basta recuperare una buona idea, guardarla con occhi nuovi e scoprire che ha ancora parecchie cose da raccontare.
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