Ovvero: quando scopri di essere una categoria sociologica

Ho scoperto di appartenere a una categoria sociologica e devo dire che alla mia età non succede spesso.
Di solito scopro nuovi acciacchi, nuove password da ricordare o nuovi aggiornamenti di Windows che promettono di migliorare la mia esperienza utente e finiscono per nascondere il pannello di controllo in un posto diverso.
Invece questa volta ho scoperto di essere un “age gap“.
Detto così sembra il nome di una patologia, di una procedura fiscale o di un errore di sistema.
“Attenzione. Age Gap rilevato. Riavviare il rapporto e riprovare.”
In realtà significa semplicemente che tra me e mia moglie ci sono diciotto anni di differenza.
Per ventisei anni ci siamo chiamati marito e moglie. Prima ci chiamavamo Papera e Orso. Francamente ancora oggi ci chiamiamo così.
Poi è arrivato Internet e siamo diventati una categoria.
La scoperta è avvenuta leggendo alcuni articoli sugli age gap influencer, quei creatori di contenuti che raccontano la propria relazione sentimentale mettendo al centro la differenza di età tra i partner.
A quel punto ho fatto la sottrazione. Settantadue meno cinquantaquattro. Diciotto.
E ho avuto una breve crisi identitaria.
Possibile che per oltre un quarto di secolo io abbia vissuto serenamente senza sapere di essere un fenomeno sociologico?
A quanto pare sì.
La cosa curiosa è che le coppie con differenze di età importanti esistono da sempre.
Sono esistite quando si scrivevano lettere a mano.
Sono esistite quando ci si conosceva alle feste da ballo.
Sono esistite quando il telefono aveva il disco combinatore e per chiamare qualcuno servivano più giri di dito che argomenti di conversazione.
La novità non è la differenza di età.
La novità è che oggi la differenza di età può diventare un contenuto.
E, a giudicare da certe statistiche, perfino un contenuto che, economicamente, rende molto.
Qui entra in gioco Internet, che ha un talento straordinario: prendere una caratteristica abbastanza comune e trasformarla in un’etichetta.
Non sei più uno che legge libri.
Sei un book influencer.
Non sei più una persona che cucina.
Sei un food creator.
Non sei più una coppia.
Sei una age gap couple.
Il rischio è che, a forza di raccontare una caratteristica, quella caratteristica finisca per occupare tutto il palcoscenico.
Naturalmente non sono mancati i consueti approfondimenti televisivi.
Esperti che discutono di dinamiche generazionali.
Sociologi che analizzano modelli relazionali.
Psicologi che spiegano motivazioni profonde.
Nel frattempo, a casa mia, la situazione è molto meno affascinante.
Io cerco gli occhiali che ho sul naso.
La Papera cerca il telefono che ha in mano.
Nessuno dei due riesce a ricordare perché fosse entrato in cucina. E la moka borbotta indispettita.
Una scena che credo abbia poco valore accademico ma un discreto interesse antropologico.
La verità è che dopo un certo numero di anni vissuti insieme accade una cosa strana.
La differenza di età smette di essere il dato più importante.
Diventano più importanti le cose condivise.
Le abitudini.
Le risate.
Le discussioni.
Le preoccupazioni.
I progetti.
Perfino i silenzi.
In altre parole, il tempo trascorso insieme finisce per contare più del tempo che separa.
E forse è proprio questo il dettaglio che sfugge a molte analisi.
Perché la differenza di età si misura con una sottrazione.
Una relazione, invece, si misura con un’addizione.
Si sommano giorni, esperienze, errori, pazienza, affetto e perfino qualche litigata ben riuscita.
Il risultato non compare su una carta d’identità.
Ma è l’unico numero che conta davvero.
Perciò, se proprio devo accettare di essere un “age gap influencer“, pretendo almeno un compenso adeguato.
Magari in caffè. Alla napoletana, caldo e forte.
Oppure in piadine. Romagnole, sottili, roventi e farcite senza risparmio.
Che alla mia età l’amore sarà pure una faccenda complessa, ma certe priorità restano sorprendentemente stabili.
Regola n. 11
«Internet non è il mondo. È solo la sua bacheca degli annunci.»

sabato 20 Giugno 2026 alle 06:55
Semplicemente noi…
sabato 20 Giugno 2026 alle 07:35
Bello !