
Volevo entrare, ma avevo perso la chiave. Poi ho deciso di uscire. Peccato che, per uscire, avrei dovuto essere dentro.
Un paradosso?
Un nuovo effetto l’UCAS (l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici)?
Come dicono le persone sagge, vediamo prima i fatti e poi controlliamo se la conclusione che vi ho anticipato corrisponde al vero.
Il fatto, perché in fondo di uno solo si tratta, è di una semplicità disarmante.
Io, non chiedetemi il perché o il percome, ho due account Instagram. Uno risale al 2013, l’altro, forse, è più recente. Sono stati entrambi creati usando lo stesso indirizzo di posta elettronica. Strano ma vero. Puntualmente, posso dire quotidianamente, Meta mi fa sapere, nella posta elettronica, che le persone hanno interagito con uno o con entrambi gli account.
Niente di strano, anzi. Tutto regolare, o quasi.
Peccato che all’account più vecchio, quello del 2013, io non riesca più ad entrare.
Colpa mia, sicuramente.
Sì, perché quando il vecchio HP ha deciso, dopo più di dieci anni di servizio, di lasciarmi io l’ho sostituito con un più moderno e performante HP.
E quando, non chiedetemi come, mi sono ritrovato fuori da WhatsApp ho pensato di prendere una eSIM con la quale ho creato un nuovo account sulla messaggeria di Meta, collegato al nuovo account Instagram.
Mannaggia a me.
Beh, niente di grave. Per recuperare la password di Instagram, quella che avevo perso, Meta mette a disposizione una procedura automatizzata che ti consente, con un codice che ti arriva per posta elettronica, di cambiarla.
«Basta poco che c’è vo!», diceva uno slogan.
No. Per confermare la nuova password devo fare l’accesso da un dispositivo che è stato utilizzato e riconosciuto per quell’account.
Strano ma vero, salvo prova contraria.
Ora, perdonatemi, ma credo che anche a mr. Zuckerberg e compagni sia capitato un problema hardware o software che gli abbia messo fuori uso un PC, un server o un banale cellulare. E sono quasi sicuro che il signor Zuckerberg non usa più il vecchio Nokia che aveva quando ha iniziato la sua avventura.
Ora, io che sono un testone, mi sono messo a caccia di un indirizzo dell’assistenza Meta per cercare, con il mio slang americano da scaricatore di porto di colore del Bronx, di spiegare la faccenda.
Credetemi o no, a parte indirizzi strani che risalgono alla notte dei tempi e trovati in siti che con Meta hanno poco o nulla da fare, non ho trovato nulla di affidabile.
Collegare i due account? Impossibile, per farlo devo essere dentro al vecchio.
Cancellare il vecchio account? Impossibile. Per farlo devo entrare.
Ragazzi, il problema non è la nostalgia. Quella potrei liquidarla con un napoletanissimo “ma che me ne fotte”. È che vorrei sapere chi mi scrive su quell’account e cosa mi dice.
Una pretesa apparentemente assurda, salvo andare alla discarica e cercare di recuperare quel vecchio PC.
Forse una strada possibile c’è ancora. Fare intervenire AGCOM e, magari, anche il Garante per la Privacy perché segnalino l’anomalia ai loro corrispondenti in Irlanda e mi diano lumi.
Figurati.
Ora io potrei anche fregarmene altamente. Ma il problema è, purtroppo, un altro. Ed è serio. Il problema vero, sul quale dovremmo fare una riflessione profonda, è semplice:
Chi controlla davvero l’identità Instagram ricky_542013 se io, che l’ho creata e le ho collegato la mia casella di posta elettronica, non posso più entrarci né farla scomparire?
Kafka non avrebbe saputo fare di meglio!
Regola n. 7
«Ogni discussione migliora del 20% con una piadina e del 40% con un bicchiere di Sangiovese.»

martedì 22 Settembre 2026 alle 11:35
Se non riesci tu a risolvere questo dilemma non so chi potrebbe farlo! Però una comunicazione al Garante della privacy vale la pena farla. È importante sapere chi entra nel tuo profilo Instagram visto che tu non puoi accedere. In bocca al lupo ♀️