Gli smart ring controllano sonno, battito, stress e molto altro. Comodo. Ma siamo proprio sicuri di voler sapere tutto? E soprattutto: siamo sicuri che debba saperlo anche chi fa colazione con noi?
Un vecchio account Instagram continua a esistere e a ricevere messaggi. Posso provare a recuperarlo, ma per confermare l’accesso serve un dispositivo già riconosciuto. Posso cancellarlo, certo: basta entrarci. Kafka, al confronto, aveva poca fantasia.
Avere una casa digitale non basta. Un dominio dice dove abiti, ma non garantisce chi stia parlando dalla tua finestra. Tra identità, autenticazione e autorizzazione, il problema vero resta la responsabilità.
Proteggiamo dati e identità con password, SPID, CIE e riconoscimento biometrico. Ma se la chiave è quella giusta, siamo sicuri di sapere chi la tiene in mano?
Le truffe via SMS non sono scomparse. Sono diventate più credibili, anche grazie alle briciole di informazioni che lasciamo ogni giorno dietro di noi.
Un gesto ormai automatico che ripetiamo decine di volte al giorno. Ma ogni volta che prendiamo in mano lo smartphone stiamo davvero scegliendo noi, oppure qualcuno ha già deciso per la nostra attenzione?
Informative, consensi e cookie sembrano spesso usciti da un romanzo di Kafka. Un’ironica riflessione su privacy, burocrazia digitale e buon senso, tra norme necessarie e moduli che finiscono per confondere più che proteggere.
In informatica un nome utente identifica una persona. Nella vita, invece, siamo molto più delle etichette che ci vengono assegnate. Una riflessione su identità, tecnologia e speranza che parte da un concetto sorprendentemente semplice.
C’è una nuova minaccia che si aggira per i nostri smartphone. È invisibile.Non clicchi nulla.Non scarichi nulla.Non rispondi a nessuno.Non fai assolutamente niente. Eppure, secondo alcuni racconti, qualcuno potrebbe impadronirsi del tuo WhatsApp, contattare amici e parenti e convincerli a… Continua a leggere →
La notizia dice che alcuni hacker hanno preso il controllo di diversi account Instagram, compreso uno legato alla Casa Bianca dell’amministrazione Obama, sfruttando una vulnerabilità dell’assistente AI di Meta. Confesso che ogni volta che leggo la parola hacker mi viene… Continua a leggere →
(ovvero la truffa WhatsApp per chi si sente un po’ troppo “in regola”) Ammettiamolo: ricevere un avviso di pagamento non piace a nessuno.Ma ricevere un messaggio su WhatsApp che ti accusa di non aver pagato il pedaggio autostradale, magari da… Continua a leggere →
C’è stato un tempo in cui il telefono era una cosa semplice.Squillava. Tu rispondevi. Dall’altra parte c’era qualcuno. Un essere umano. Magari tua zia. Magari un venditore di enciclopedie. Magari un parente che iniziava ogni conversazione con: «Indovina chi sono.»… Continua a leggere →
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