Ovvero: il borseggiatore 2.0 ha un POS in tasca

C’erano una volta i borseggiatori. Agivano nell’ombra, con dita leggere e abilità da illusionista. Oggi invece – benvenuti nel 2025 – si parla di picpocketing, ovvero la nuova frontiera del borseggio, versione contactless.

Niente più dita affusolate, solo un lettore POS e una scusa per starti vicino. Il colpo? Un addebito invisibile da qualche decina di euro, il tutto mentre sei in fila al bar o stipato in metropolitana.
Fantascienza? Non proprio. Ma nemmeno il nuovo furto del secolo.

NFC: comodità a doppio taglio

Ormai ce l’hanno tutti: la carta di credito contactless. Avvicini, bip, paghi. Senza codice, senza firma, senza fatica.
Ma la stessa tecnologia NFC (Near Field Communication), che ci evita di frugare nel portafogli come scoiattoli alla ricerca di noccioline, può essere teoricamente usata da malintenzionati per sottrarre denaro.

Il trucco? Un lettore POS, magari nascosto in una borsa o in un cappotto. L’aggressore si avvicina a meno di 4 cm (perché sì, serve davvero stare molto vicini) e tenta di effettuare un addebito rapido. Et voilà: 25 euro in meno. O almeno, così dice la leggenda.

Realtà o allarmismo digitale?

Qui bisogna chiarire: il picpocketing esiste sulla carta, ma è difficile nella realtà. Perché?

  • I POS devono essere registrati e tracciati. Non proprio lo strumento ideale per un crimine perfetto.
  • Le carte contactless hanno limiti precisi: pochi euro per transazione, soglie giornaliere, richieste di PIN dopo alcuni pagamenti.
  • I portafogli fanno da scudo (anche senza RFID, spesso basta lo spessore).
  • Le app bancarie oggi ti avvisano dopo ogni spesa. Se arriva una notifica mentre sei sul bus, qualcosa non torna.

Insomma, i veri ladri moderni hanno capito da tempo che è molto più redditizio fingere di essere il tuo gestore telefonico piuttosto che tentare la fortuna con un POS tascabile.

Come difendersi senza diventare paranoici?

Per chi vuole dormire sonni tranquilli senza trasformare il portafoglio in una gabbia di Faraday, ecco qualche consiglio semplice:

  • Portafogli RFID? Sì, grazie, ma senza fanatismi. Costano poco e danno pace.
  • Disattivare il contactless? Si può fare via app o in banca. Scelta radicale, ma legittima.
  • Notifiche attive e occhi aperti: oggi il miglior antifurto è una notifica push.
  • Un po’ di spazio personale in più, che male non fa. Se qualcuno ti si appiccica troppo… magari non è solo affettuoso.

Alla fine, chi ci guadagna davvero?

Forse, più che preoccuparci dei ladri con il POS in tasca, dovremmo chiederci perché accettiamo con tanta leggerezza che ogni nostro movimento venga tracciato da carte, app, tessere fedeltà, QR code e consensi di “accetta tutto”.
Il vero furto, forse, non è nei 25 euro sfilati per strada, ma nei gigabyte di dati venduti al miglior offerente ogni giorno.

Nel dubbio, comunque, il prossimo che ti sta un po’ troppo vicino in ascensore… controlla se fa bip.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 37

«Se non riesci a spiegare una cosa davanti a una piadina, forse non l'hai capita davvero.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.