Cronache di marketing nel terzo millennio

Cartellini di pre-saldi in un negozio di abbigliamento, tra sconti anticipati, offerte permanenti e misteri del marketing moderno.


Una volta, nei negozi di abbigliamento, si seguivano regole semplici.

C’era il prezzo.
C’era lo sconticino, non obbligatorio ma sempre applicato.

C’erano i saldi. I famosi “saldi di fine stagione” oggetto, oggi, di fiumi di parole e interviste “live” su tutti i media.

Fine.

Francamente il termine “saldi di fine stagione” continua a crearmi qualche perplessità: se le stagioni sono quattro – primavera, estate, autunno e inverno – perché i saldi si fanno solo due volte all’anno?
Mah.

Il marketing del terzo millennio, per risolvere (o complicare?) il mio dubbio si è inventato le varianti:
Prima arrivano i pre-saldi.
Poi i saldi.
Poi gli ultimi giorni dei saldi.
Poi le offerte di fine saldi.
Poi la nuova collezione già scontata.
Poi il Black Friday (che dura due settimane).
Poi il Cyber Monday.
Poi una serie di colori e giorni della settimana che ormai seguo con la stessa attenzione riservata alle fasi lunari.

Intervallati da “special prize!”: Halloween, Natale, Pasqua, Epifania e chi più ne ha più ne metta.

Tradotto dal commerciale all’italiano corrente:

“Vorremmo iniziare a fare gli sconti prima che inizino ufficialmente gli sconti.”

I pre-saldi servono soprattutto a: svuotare un po’ i magazzini; fidelizzare i clienti; intercettare chi non vuole aspettare i saldi veri; far entrare gente in negozio.

E siccome i negozi concorrenti fanno la stessa cosa, alla fine tutti fanno finta che non siano saldi mentre di fatto sono già saldi.

Io, invece, continuo a chiedermi quale potesse essere il prezzo originale della maglietta che, come “Nuovi arrivi” era offerta a 10,00 €, in pre-saldi pure e nel Black Friday anche.

Da vecchio informatico mi sorge un dubbio. Ma vuoi vedere che il marketing funziona come le release di Linux?

Saldi = versione ufficiale rilasciata in produzione.

Pre-saldi = beta pubblica. (ma con il marketing che giura che non è una beta)

Nel frattempo Elena questa mattina, un “tranquillo” sabato rovente di fine giugno, uscirà di casa alle 09:00 AM CEST, alle dieci inizierà il suo turno “spezzato” fino alle 19 (con pausa pranzo intermedia se e quando possibile) e arriverà a casa, se le colleghe non collassano, alle otto di sera.

Se Dio vuole.

O, più probabilmente, se lo vuole il dio Marketing.

Dopo aver combattuto per tutta la giornata nella giungla commerciale dei “meno 20%, meno 30%, fino al 50%, esclusi gli articoli inclusi”.

Ed essersi scontrata con la specie più pericolosa di questo millennio: Homo Saldensis Anticipatus, femmina adulta, dotata di borsa capiente, passo rapido e capacità di annusare uno sconto a trecento metri di distanza.

Gli studiosi non sono ancora riusciti a capire come faccia. Il marketing la chiama “cliente fidelizzata”.
Io sospetto una forma di ecolocalizzazione, nelle gallerie dei Centri Commerciali.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 51

«Se devi scegliere tra avere ragione e capire qualcosa di nuovo, prova almeno una volta la seconda.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.