Cronache, idee e dialoghi da un giardino di Bordonchio.

Categoria Pensieri & Parole

Il titolo è spudoratamente preso in prestito da una delle canzoni più belle di Battisti e Mogol (forse la più bella). E già questo basterebbe a dichiarare il livello di colpa culturale.
In questa categoria raccolgo quelli che chiamo i miei “dibattiti notturni con Riccardo”: conversazioni immaginarie, ma spesso più reali di molte discussioni diurne.

Prendo il telefono

anzi, il telefono prende me Iniziano a circolare sui media voci allarmistiche in merito all’approvazione del Chat Control 2.0 da parte dell’UE. Proviamo a fare chiarezza. Il Chat Control 2.0 (la proposta più controversa, che potrebbe introdurre obblighi molto più… Continua a leggere →

La pace mondiale spiegata da un gatto

Ogni tanto mi capita di aprire i social con un obiettivo preciso. Leggere una notizia.Controllare cosa succede nel mondo.Capire se, nel frattempo, qualcuno abbia finalmente trovato una soluzione alla geopolitica, all’intelligenza artificiale o almeno al traffico del sabato mattina. Oppure… Continua a leggere →

I pre-saldi

Cronache di marketing nel terzo millennio Una volta, nei negozi di abbigliamento, si seguivano regole semplici. C’era il prezzo.C’era lo sconticino, non obbligatorio ma sempre applicato. C’erano i saldi. I famosi “saldi di fine stagione” oggetto, oggi, di fiumi di… Continua a leggere →

Finché l’IA va…

Ovvero: la curiosità che non va in pensione Ho sentito una notizia che mi ha fatto sorridere. E riflettere. Parecchio. Orietta Berti, ottantatré anni, ha deciso di sperimentare un brano realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Ok, non si dice mai… Continua a leggere →

La domanda giusta

Ovvero: il problema delle risposte perfette Ho trascorso buona parte della mia vita professionale a risolvere problemi. Quello che con un termine altisonante si chiamava “Problem solving”. Mi vedevo arrivare sulla scena come Mr. Wolf in Pulp Fiction e pronunciare… Continua a leggere →

Ascoltare è un lavoro

(ovvero: la fatica sottovalutata delle conversazioni umane) Ho il sospetto che molte persone ascoltino come Windows installa gli aggiornamenti. Aspettano soltanto che finisca. Non importa cosa stia succedendo.Non importa quanto tempo serva.L’obiettivo è arrivare al momento in cui compare il… Continua a leggere →

La speranza è un asterisco messo al posto giusto

Mi sono sempre chiesto chi abbia inventato l’asterisco. Non dal punto di vista storico. Quello lo lascio ai linguisti, ai tipografi e a qualche docente universitario disposto a scrivere un saggio di centoventi pagine sull’evoluzione dei simboli tipografici dal Medioevo… Continua a leggere →

La lente di Fresnel

Ovvero: Come accendere un sigaro con uno strumento progettato per leggere un bugiardino Ho una lente di Fresnel. Anzi, ne ho più di una. Una sulla scrivania, una nel portafogli e una perfino in macchina. Anche se ormai non guido… Continua a leggere →

La realtà non fa notizia

(ovvero: perché il telegiornale non assomiglia al mio quartiere) Ore sette. Tisana, biscotti e telegiornale. Una combinazione che dovrebbe attivare l’ottimismo e che invece, a volte, sembra progettata per convincermi che l’Apocalisse sia prevista entro l’ora di pranzo. Omicidio.Rapina.Truffa.Incidente.Guerra.Catastrofe naturale.Crisi… Continua a leggere →

Il fascino dell’hacker fantasma

C’è una nuova minaccia che si aggira per i nostri smartphone. È invisibile.Non clicchi nulla.Non scarichi nulla.Non rispondi a nessuno.Non fai assolutamente niente. Eppure, secondo alcuni racconti, qualcuno potrebbe impadronirsi del tuo WhatsApp, contattare amici e parenti e convincerli a… Continua a leggere →

Il 2 giugno secondo Speranza-1

Ogni anno, il 2 giugno, qualcuno fa notare che con i soldi della parata si potrebbero costruire pozzi, comprare vaccini, finanziare scuole. Ha ragione. Con gli stessi soldi si potrebbero fare anche molte altre cose utili. La domanda, però, è… Continua a leggere →

La bixonimania di Speranza-1

(ovvero: la malattia che non esiste e il problema che invece esiste eccome) La notizia è di quelle serie: “L’intelligenza artificiale si inventa una malattia”. Subito parte la scena mentale: Speranza-1 in camice bianco, laboratorio segreto, e nel frattempo ignorata… Continua a leggere →

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