Almeno secondo il watermark.

Tranquilla alba di Ferragosto. Una giornata che alcuni dedicano al dolce far niente. Anche io avevo un programmino simile, completamente diverso da quello dei tanti che, invece, da giorni stanno programmando come infilarsi in una bolgia di traffico per andare a ustionarsi al mare, pranzare in ristoranti affollati e tornare a casa sacramentando per la pessima idea. Ma ragionando su come replicarla meglio (o peggio) l’anno prossimo.
Io, visto che la parmigiana di melenzane è pronta (solo da scaldare) e la “mellonessa” è gia in frigo da due giorni, ho pensato di dare una sbriciata alle news di tecnologia e, BANG, mi capita sottocchio questa: «Tutti sapranno se usi l’IA per scrivere.»
Io, non ho mai fatto mistero dell’uso che faccio dell’Intelligenza Artificiale (che chiamo Rossana), mi sono un tantino preoccupato.
Domattina uno strumento di Intelligenza Artificiale, leggendo magari proprio questo articolo, potrebbe trovare la sua impronta statistica concludendo: «Benissimo. Allora questo articolo l’ha scritto Rossana.»
«Signori della corte, il caso è chiuso!»
Peccato che io, moderno Perry Mason, abbia qualcosa da obiettare.
L’idea è nata da una notizia che ho trovato io alle cinque di mattina.
Il titolo, dopo aver ragionato con Rossana, l’ho deciso io.
Anche il taglio lo abbiamo deciso insieme, in base al mio stile.
Ho appena messo nel cestino un paio di centinaia di parole che Rossana mi proponeva.
E, soprattutto, ci ho messo le zampe io, ditoneggiando senza pietà.
Quindi abbiamo un problema, un grosso problema!
Forse il nostro investigatore “intelligente” ha trovato una impronta di Rossana sulla maniglia della porta.
Forse Rossana ha anche aperto la porta.
Forse Rossana era sulla scena.
Ma da qui ad affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che Rossana abbia compiuto un qualsiasi misfatto resta, quanto meno, una forzatura.
E, poi, raccontiamocela tutta.
Avete mai sentito parlare di editor, correttori di bozze, segretari, traduttori o amici e parenti a cui abbiamo fatto leggere qualche nostro scritto e ce lo hanno restituito con le note a margine, correzioni a matita o appunti per migliorare lo stile?
E avete mai sentito nominare i ghostwriter, gli scrittori fantasmi, ai quali autori anche famosi affidano una manciata di appunti e ricevono volumi da 6/700 pagine pronti per andare in stampa?
Qualcuno si è mai preoccupato di sottoporre i loro lavori a indagini chimico-fisiche e grafologiche per stabilire in che percentuale ognuno di loro ha contribuito al testo finale?
Adesso arriva l’intelligenza artificiale e pretendiamo, in base a una traccia statistica lasciata da un LLM (il tipo di intelligenza artificiale che comprende e genera testi) di risolvere una domanda che esula dalla tecnologia e sfocia nella filosofia.
Il watermark tanto sbandierato potrà anche scoprire che Rossana è passata di qui.
Per sapere chi ha scritto questo articolo, invece, bisognerà ancora fare una cosa terribilmente antiquata:
Leggerlo.
Regola n. 11
«Internet non è il mondo. È solo la sua bacheca degli annunci.»

sabato 15 Agosto 2026 alle 09:07
Ottima riflessione. Sai usare lo strumento che suggerisce, ma non potrà mai sostituire il pensiero e il tuo modo di ragionare e scrivere. Qualcuno un giorno disse che hai una bella penna