… non sarebbe il Mondo!

Una piazza perfetta, capovolta e deserta, si specchia in una piazza imperfetta ma piena di vita.
Immagine generata con intelligenza artificiale.


Non so se qualche filosofo ha mai dato la definizione di «Mondo Perfetto» ma sicuramente un mondo senza dolore, senza errori, senza ingiustizie e, soprattutto, senza conflitti sarebbe auspicabile. Un mondo senza imprevisti, senza inciampi, senza tutte quelle piccole – grandi cose che ci martellano quotidianamente nel corpo e nell’anima.

Ma se iniziamo a ragionare con un minimo di raziocinio scopriamo che, per esempio, il dolore non possiamo eliminarlo del tutto. Quando nasciamo dobbiamo uscire da un ambiente caldo e confortevole per finire nelle mani di qualcuno che, magari, ci dà uno schiaffo sul sederino. E la morte, diciamo la verità, non è sempre un’esperienza piacevole. La nostra vita inizia con un dolore e, spesso, finisce con un dolore.

Cambiamo registro, allora. Quando parliamo di conflitti la nostra mente corre all’Ucraina, al Medio Oriente, alle centinaia di piccole e grandi guerre – troppo spesso dimenticate dai notiziari – che provocano dolore (accidenti, ancora lui) in migliaia, forse milioni di persone. Ma una banale «non mi piacciono i sardoncini» non è anche quello un piccolo conflitto? Tua moglie ha impiegato tempo a farti gli spiedini e tu? Non mi piacciono! Un conflitto, minimo, ma sempre un conflitto.

Potrei andare avanti all’infinito …

Una cosa giusta per la collettività potrebbe essere profondamente ingiusta per un singolo. Un errore di uno scienziato a volte diventa una grande scoperta per l’umanità. Gli esempi si sprecano.

La soluzione, semplice, sarebbe che i sardoncini mi devono piacere per forza; che i giudici applichino le leggi con rigore scientifico senza ascoltare pubblico ministero e difensore; che i progetti che sembrano sbagliati finiscano nel tritacarte o all’inceneritore.

E, allora, se vogliamo veramente il nostro Mondo Perfetto quanti gradi di libertà dobbiamo togliere?

Il problema vero è che la perfezione non è un concetto universale. Quello che riteniamo un caldo infernale sulla Terra potrebbe essere una temperatura insolitamente mite su Marte. Nel mio mondo perfetto non dovrebbero esistere i sardoncini allo spiedo, al massimo le alici marinate. Bisogna decidere che cosa significa perfetto.

Ma, soprattutto, chi lo decide?

Per chi affida la definizione della perfezione a un’entità superiore o a una divinità, la risposta è relativamente facile

E gli agnostici? Nel nostro ipotetico Mondo Perfetto li sfrattiamo senza preavviso?

Se continuiamo a togliere quello che rende imperfetto il mondo corriamo il rischio di togliere troppe cose.

Forse imperfezione, contraddizione, casualità e perfino qualche errore non sono difetti di fabbricazione del mondo.

Sono parte del fatto che il Mondo è vivo.

E se il mondo fosse perfetto,

 non sarebbe il MONDO.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 27

«La realtà ha il brutto vizio di ignorare le tifoserie.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.