… e forse sarebbe stato carino avvisarmi.

“Solita notte da lupi nel Bronx”, iniziava così la canzone che portò al successo gli 883. Stanotte mi rigiravo nel letto, caldo, ventilatore fastidioso, mici impazienti. Ho deciso, mi alzo, accendo la sala macchine e leggo un poco di notizie. E, come nella canzone dei ragazzi di Pavia, “tutto d’un tratto la porta fa slam”: «AI tutte down!»
Ok, sono certamente vecchio, sono forse rincitrullito, ma ricordo perfettamente che proprio ieri ho fatto un uso intensivo dell’intelligenza artificiale che, ammesso e non concesso che fosse morta, aveva le sinapsi ben attive.
Non stiamo parlando della solita domanda “quali sono gli alimenti che contengono più ferro?” (fatta anche questa) o “secondo te questa foto dove è stata scattata?”. Domande alle quali, in un modo o nell’altro, si può trovare risposta anche senza scomodare troppo l’intelligenza artificiale.
Parliamo di ore trascorse passando file avanti e indietro, immagini restaurate, revisionate, corrette, generate da un’idea. Parliamo di codice scritto, modificato, testato e ripulito dagli errori. Insomma, una giornata in cui se veramente «l’AI era tutta down» devo dire che era piuttosto arzilla e ha lavorato tranquillamente.
Naturalmente non mi sono fermato al titolo ma ho letto tutto il pezzo, abbastanza stringato devo dire, scoprendo che ieri, per circa un’ora, diversi servizi di intelligenza artificiale hanno avuto problemi. Diciamo, usando un linguaggio comune, un abbassamento della pressione, un mezzo collasso. Ma niente di che. Una situazione che con le temperature di questi giorni io prevengo e risolvo con un ghiacciolo.
Forse il problema non è quello che c’era scritto nell’articolo. Che, a leggerlo, rimette velocemente nei ranghi l’apocalisse annunciata dal titolo. Il problema, semmai, è capire come ci siamo arrivati. Beh, in una redazione succedono cose strane: arriva un lancio di agenzia, il capo ti chiama “veloce che è calda!”, si cerca un titolo memorabile e via. Pubblicare!
E succede che alcuni servizi che per circa un’ora hanno avuto problemi diventano, nello spazio di un titolo, «AI tutte down!».
Un meccanismo, se vogliamo, anche piuttosto umano. Capita spesso anche nelle normali conversazioni. Prendi una storta, vai al CAU, una lastra veloce, una crema, un bendaggio stretto e torni a casa.
Dove scopri che, a colpi di passaparola, sei caduto rovinosamente, ti sei fratturato tibia e perone e forse ti dovranno operare.
Insomma, a volte capita di scoprire dal giornale che eri morto.
Scusate non lo sapevo.
Regola n. 47
«Le catastrofi annunciate arrivano raramente. Quelle vere, quasi mai con preavviso.»

venerdì 4 Settembre 2026 alle 09:56
Noi la chiamavamo ‘a voce de’ rotaie
domenica 6 Settembre 2026 alle 07:31
Prima o poi capita a tutti di scoprire dal giornale che eri morto…
l’importante è riuscire a leggerlo in tempo per smentire la notizia!