… l’arte contemporanea di esserci sempre.

Una telecamera appoggiata sul tavolino di un bar riprende la campagna oltre una strada, in un pomeriggio d’estate.
Immagine generata con intelligenza artificiale.


«… ai miei tempi …» Beh, ai miei tempi, diciamo mezzo secolo fa, c’erano le Tribune Elettorali e a mezzanotte del venerdì precedente le elezioni iniziava la pausa di silenzio. Per avere l’ultima parola, anche nei paesi da 5.000 abitanti, bisognava prenotare il palco in modo da essere gli ultimi a scendere. Poi si spegnevano i microfoni.

Politici rigorosamente zitti, al massimo qualche riunione carbonara con pochi eletti. I militanti dei vari partiti in giro a controllare che il silenzio non fosse interrotto da una riunione di un big venuto dalla città a parlare in un circolo, che gli avversari non attaccassero un manifesto.

Poi arrivava il sabato.

La macchina elettorale dei partiti non si fermava, naturalmente. Continuavano le telefonate, le riunioni, gli accordi, magari anche qualche furbata. Semplicemente, per ventiquattr’ore, si cercava di non farsi vedere, anzi di non farsi beccare.

Oggi la cosa è diventata più complicata. E non perché siano aumentate le telecamere e i mezzi di comunicazione. Anzi. Sembra che il problema vero, e non solo per i politici, sia quello di farsi beccare.

Visto che ho fatto un salto all’indietro di mezzo secolo, ora ve ne propongo uno più ardito: mezzo millennio. A Firenze.

Niccolò Machiavelli aveva già capito che, per chi governa, essere e apparire non sono esattamente la stessa cosa. E che, qualche volta, la seconda può contare almeno quanto la prima.

Sintetizzando come in un mini Bignami: per chi governa possedere certe qualità può essere importante. Ma può essere altrettanto importante, se non di più, che gli altri siano convinti che tu le possieda.

Il “parere” di Machiavelli non lo abbiamo inventato noi, certo. Noi gli abbiamo dato una bella telecamera, i media, gli eventi. E soprattutto abbiamo fatto in modo che quella telecamera non si spegnesse quasi mai.

La formula dei politici, dei dirigenti, ma anche della gente comune, era infinitamente semplice: devo raggiungere un risultato, faccio qualcosa, lo comunico a tutti quelli interessati, appaio. Oggi abbiamo complicato, invertendola, la formuletta: devo apparire, devo comunicare all’universo-mondo, provo a fare qualcosa. Il risultato? Chissene …

Oggi abbiamo politici, dirigenti d’azienda e altri che, pur avendo fatto cose di rilievo, giuste o sbagliate che siano, sono quasi scomparsi dalla scena mediatica. Quelle rare volte che compaiono scatta automaticamente la battuta: «Ma è ancora vivo questo?»

Se non sei sui media, se non compari in televisione o sullo smartphone, non esisti. Sei il fantasma di quello che eri.

Oggi la politica non può più permettersi il silenzio.

Sembra quasi — anzi, permettetemi di togliere il quasi — che l’assenza mediatica venga percepita come assenza totale.

Bisogna essere sempre in cima, costi quello che costi. Ma «… dalla cima si scende e basta!». La conseguenza naturale, verrebbe da dire indispensabile, è che tutti continuino a vederti sulla cima.

Ora un nuovo salto spazio-temporale, piccolo. Andiamo indietro di circa trenta, forse quarant’anni.

La Pontina, in un pomeriggio caldo d’estate. Già, faceva un caldo bestia anche allora. Mi fermo in un chiosco per bere qualcosa. Il vecchio barista, che forse aveva solo voglia di chiacchierare, indica con un gesto ampio i campi che si spingevano fino alle colline.

«Vedi tutto questo? L’ha fatto la buonanima.»

Restai per un attimo interdetto. Poi vidi una foto di Mussolini alla parete.

La parola fine a quel regime i nostri padri l’avevano scritta decenni prima. Eppure quel vecchio attribuiva ancora a un solo uomo quello che vedeva dall’altro lato della strada.

Non importa se avesse ragione. Importa che, dopo tutti quegli anni, lui ne fosse ancora convinto.

Essere finisce. Parere può sopravvivere.

Ti è piaciuto? La prossima non fartela raccontare.
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Le Regole di Speranza-1

Regola n. 7

«Ogni discussione migliora del 20% con una piadina e del 40% con un bicchiere di Sangiovese.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.