quando il mercato ha una sola cassa

Adam Smith conversa con il vecchio nerd al tavolo di un bar all'aperto di Bordonchio davanti a due limonate, riflettendo sulla concorrenza nei mercati digitali.
Immagine generata con l’intelligenza artificiale


Solito sabato mattina d’estate al bar di Bordonchio.

Il sole è ancora abbastanza gentile da permettere una passeggiata senza sentirsi un ghiacciolo dimenticato fuori dal freezer. Mi siedo al solito posto con una limonata davanti. Il mare è quasi immobile.

Poco dopo arriva Adam Smith.

Guarda il bicchiere.

«Sempre quella?»

«Con questo caldo è difficile discutere seriamente davanti a un caffè.»

Sorride e si accomoda.

Per qualche minuto osserviamo la gente. I bambini combattono con le mamme per convincerle che un gelato è la colazione dei campioni. Una coppia di pensionati consuma cornetti e cappuccini. Più in là un ragazzo consulta il telefono con la stessa concentrazione con cui un tempo si consultavano le carte nautiche.

«A cosa stai pensando?» mi chiede.

Gli porgo il tablet.

Legge la notizia. L’Unione Europea prepara nuove regole per favorire una maggiore concorrenza nei servizi digitali.

Resta in silenzio.

Poi mi restituisce il tablet.

«Curioso.»

«Cosa?»

«Quando ho scritto della concorrenza immaginavo tanti commercianti che cercano di conquistare il cliente offrendo prodotti migliori. Non uno soltanto che possiede il mercato, la strada per arrivarci e perfino i cartelli con le indicazioni.»

Rimango qualche secondo a guardare il campanile di San Martino.

In effetti, senza quasi accorgercene, siamo arrivati a un mondo nel quale un’unica azienda può suggerirci dove andare, indicarci la strada, mostrarci i negozi, offrirci il browser, il sistema operativo del telefono, la pubblicità che vediamo e persino l’assistente con cui parlare.

«Ma Google ci è arrivata perché la gente l’ha scelta» obietto.

Smith annuisce.

«Può darsi. Il successo non è una colpa. Lo diventa soltanto quando il mercato smette di permettere agli altri di provarci.»

La limonata è ormai quasi finita.

Continuo a rigirare lentamente il bicchiere.

Mi torna in mente una scena che vedo ogni estate.

Sulla passeggiata ci sono dieci gelaterie. Se una aumenta troppo i prezzi, se il servizio peggiora o se il gelato perde qualità, basta attraversare la strada.

Nessuno deve chiedere il permesso.

Nessuno è proprietario anche del marciapiede.

Forse è proprio questa la differenza.

La concorrenza non serve perché qualcuno vinca.

Serve perché tutti abbiano almeno la possibilità di giocare la partita.

Adam Smith si alza.

Prima di andare sorride.

«Ricordati una cosa.»

«Quale?»

«Un mercato con un solo padrone assomiglia molto meno a un mercato di quanto sembri.»

Resta solo il brusio delle chiacchiere ai tavoli.

Forse il problema non è Google.

Forse è il giorno in cui smettiamo di accorgerci che la concorrenza è uscita dal negozio senza fare rumore.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 3

«Diffida di chi ha una soluzione semplice per un problema complicato. Ma diffida di più di chi ti propone una soluzione complicata per un problema semplice.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.