Dalla corsa all’oro della California alle criptovalute, fino all’intelligenza artificiale: ogni rivoluzione promette nuovi cercatori d’oro. Ma spesso il vero affare è un altro. È quello di chi vende i picconi.
Un tutorial promette di trasformare un ventilatore in un condizionatore con qualche cubetto di ghiaccio. Leonardo da Vinci non si ferma al titolo: prova, misura e ricorda che la conoscenza nasce dal metodo, non dalle promesse.
Sui social sembra che ogni notizia richieda un’opinione immediata. Forse, invece, il cervello funziona meglio quando si concede il lusso di osservare, verificare e riflettere prima di parlare.
Una limonata al bar di Bordonchio, una notizia sull’Europa e Google, e una domanda che Adam Smith avrebbe probabilmente posto anche oggi: quando un mercato continua a essere davvero un mercato?
Perché le cattive notizie attirano così tanto la nostra attenzione? Una riflessione sul modo in cui l’informazione seleziona ciò che racconta e su quanto questo influenzi il nostro sguardo sul mondo.
Esiste una specie capace di conservare cavi inutilizzati, leggere i file di log per curiosità e sorridere davanti a un floppy disk. Un ritratto ironico del vecchio nerd e della sua ostinata passione per la tecnologia.
L’orologio nucleare promette una precisione mai raggiunta prima. Ma mentre impariamo a misurare il tempo con accuratezza assoluta, resta aperta una domanda molto più umana: siamo davvero capaci di usarlo meglio?
Dalle chat IRC agli hard disk da 20 MB, fino al rito quotidiano del Ctrl+S: tre lezioni per riscoprire un’informatica più lenta, ma capace di insegnare ancora qualcosa sul nostro presente digitale.
Tra modem rumorosi, connessioni lente e forum pionieristici, un viaggio ironico nell’informatica di ieri. Perché ricordare com’era Internet aiuta a capire meglio quella di oggi e a usarla con maggiore consapevolezza.
Un viaggio ironico fra i reperti dell’informatica di ieri per capire meglio quella di oggi. Perché conoscere da dove arrivano computer e Internet aiuta a usare con più consapevolezza anche le tecnologie più moderne.
Ovvero: quando Internet scoprì di avere dei confini Per anni abbiamo immaginato Internet come un mare aperto. Un luogo senza frontiere.Senza dogane.Senza passaporti. Un ragazzo di Rimini, uno di Tokyo e uno di Buenos Aires potevano visitare gli stessi siti,… Continua a leggere →
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