Guardare indietro, ogni tanto

Lillo, gatto nero, osserva un banco da lavoro pieno di vecchi componenti elettronici, scatole, cavi e Post-it, davanti a scaffali con un telefono nero a disco e altri reperti tecnologici.
Immagine generata con l’intelligenza artificiale. Nessun gatto è stato maltrattato


«Ma cosa c’entrano Ennio Morricone, Sergio Leone e gli spaghetti western in un posto dove si dovrebbe parlare di tecnologia e riflessioni su bit e byte?»

C’entrano, c’entrano. E se mi date tre o quattro minuti posso spiegarlo.

Sicuramente sapete che i western, i film di indiani e cowboy, hanno una storia lunga. Esistevano anni prima che Cinecittà diventasse una serie di finte città dell’Oregon e le colline a sud di Roma si trasformassero in praterie.

Sergio Leone e altri hanno preso qualcosa che già esisteva, magari alcuni spendendo meno, e hanno tirato fuori film che hanno fatto cassetta, ma anche capolavori indiscutibili.

Avete presente il QR-Code, quella specie di mosaico che ormai serve a tutto?

Sì, proprio quello con il quale pagate un biglietto, accedete al Wi-Fi (anche a casa mia, ammesso e non concesso che io ve lo dia), quello che in certi ambienti sta sostituendo i biglietti da visita e che trovate attaccato ogni dove come moderna forma di pubblicità.

Bene, quando durante la maledetta pandemia è diventato indispensabile, il ragazzo viaggiava verso i 25 anni!

E, a proposito di smartphone, secondo voi quando qualcuno ha cominciato a pensare di fare tutte quelle cose con un telefono?

Nel 1994, lo stesso anno del QR-Code! Un modello domestico fantastico era il Phone Plus: un telefono con schermo pensato per casa con cui si potevano leggere e scrivere email, pagare bollette, controllare il conto bancario, leggere notizie e meteo e fare acquisti.

Un’idea eccellente che viene da molto lontano è la pompa a spirale. Ideata da un certo Wirtz nel 1746 per risolvere i problemi idraulici di una tintoria di Zurigo.

Bene, quasi tre secoli dopo arriva la Barsha Pump: stesso principio, riprogettato usando materiali che Wirtz nemmeno sognava, un colpo di genio e viene fuori una pompa che non solo galleggia sui fiumi, ma sfrutta la corrente dell’acqua per funzionare.

Niente elettricità, niente carburante!

Un vecchio principio che ogni tanto torna utile anche in informatica: se qualcuno l’ha già fatto, perché ripartire da zero? Magari basta prenderlo, modificarlo e migliorarlo.

Abbiamo parlato di invenzioni del passato arrivate troppo presto per il loro tempo, di altre riprese, rimaneggiate, “reinventate” e diventate un successo.

Abbiamo parlato del bello.

E ora passiamo al brutto del passato.

Quando, nel 1968, un ricercatore della 3M che lavorava sugli adesivi ottenne una specie di colla molto strana: debole, sensibile alla pressione, capace di attaccarsi e staccarsi senza lasciare tracce. Praticamente, per chi era alla ricerca di qualcosa che potesse sostituire la saldatrice, una cosa inutile.

O quasi.

Perché qualche anno dopo un altro ricercatore della 3M, che cantava nel coro della sua chiesa, piazzava dei foglietti di carta nel libro dei canti liturgici per indicare quelli della funzione. Seccato che quei foglietti, soggetti alla legge di gravità, continuassero a cadere nel momento meno opportuno, decise di provare quell’esperimento quasi fallito della 3M.

Erano nati i Post-it. Quei magnifici promemoria che oggi troviamo attaccati ovunque: sul frigo, “comprare latte”, sulla cappa della cucina, sugli specchi, sul monitor del computer o, giuro, ho visto anche questo, sul parabrezza della macchina.

E poi c’è un esempio per tutti di cose da non rifare.

Parlo della benzina al piombo, quella nata negli anni Venti per poter aumentare il rapporto di compressione dei motori eliminando il battito in testa. Un’idea geniale che aveva un piccolo difetto.

Il piombo è velenoso, e questo si sapeva.

Negli stabilimenti dove si produceva l’additivo gli operai si ammalavano e alcuni morivano.

Eppure la benzina al piombo è sopravvissuta negli USA, per le automobili, fino al 1996 e, perché sparisse anche dall’ultimo distributore del mondo, abbiamo dovuto aspettare addirittura il 2021.

Cent’anni di inquinamento dell’aria, delle acque e delle colture!

Cose che magari i giovani non sanno, magari le studiano sui libri di scuola e poi dimenticano e che noi, che giovani non siamo proprio, liquidiamo con un secco «Ai miei tempi» e dimentichiamo, volutamente o no, di aggiungere dettagli importanti.

In poche parole, che non vogliono essere una sentenza inappellabile: i giovani forse non sanno o dimenticano; i vecchi invece, qualche volta se lo ricordano a modo loro!

Allora ogni tanto guardiamo indietro. Non per tornare a quegli anni. Non per dimostrare che allora eravamo più bravi e più intelligenti.

Perché dietro c’è un deposito immenso di idee, di concetti, di cose già viste, inventate, provate, sbagliate, corrette, abbandonate o trasformate.

Prima di guardare avanti, ogni tanto conviene dare un’occhiata dietro.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 73

«Se proprio devi perdere tempo, fallo in buona compagnia.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.