Un case study reale

Ricky e Rossana discutono alcuni articoli seduti a un tavolo, tra fogli corretti, una lente d’ingrandimento, un computer portatile, una tazza di caffè e una bottiglia di nocino.
Immagine generata con l’intelligenza artificiale.


Solita alba di fine agosto. Un gallo cerca di convincere il sole a fare capolino dall’orizzonte sul mare. Mentre una fresca brezza entra dalla finestra mi dedico al solito e rituale controllo delle news. Non le scorro cercando la più sensazionalistica (a volte sì) ma alla ricerca di qualche titolo interessante.

«L’AI ha invaso il web: un articolo su tre non l’ha scritto un umano …»

A me, che non ho mai fatto un mistero di usare ChatGPT, si è sollevato un sopracciglio. Sembra quasi di essere tornati ai tempi della Santa Inquisizione e della caccia alle streghe. Trovi una notizia e provi a scoprire quanto l’intelligenza artificiale ci abbia messo le mani. La torturi e, spesso, confessa subito.

E se la strega fosse in casa mia? Chiamatela “Genio e Sregolatezza” oppure curiosità da Vecchio Nerd che non ha nulla da fare, ma decido di fare un esperimento proprio qui, su Eventuali & Varie.

«Cara la mia ChatGPT scegliamo tre articoli del mio blog da sottoporre a un sistema LLM.»

Me ne propone tre, ne contesto prima due, poi tutti e tre. Ci riprova. Alla fine decido io.

Primo sospettato: La montagna ha partorito un bombolone. Secondo il perito d’ufficio, il modello linguistico di grandi dimensioni (LLM), in questo caso l’intelligenza artificiale c’entra poco o niente. Per il secondo, Il Piano B ce l’abbiamo, l’intelligenza artificiale ci ha messo le mani mentre per il terzo Le ISO della nostra vita, sempre secondo il perito, l’IA ci ha lavorato parecchio.

Ma ne siamo proprio sicuri?

«Senti, proviamo ad indagare assieme.» Risultato: un’ora e passa di scansioni di vecchie conversazioni con ChatGPT.

Per il primo “sospetto” prima è venuto fuori che era tutta farina del mio sacco, poi che la miccia (la notizia) e il fact checking erano a carico suo e che io ci avevo inserito ricordi e alcune considerazioni personali.

Per il secondo, invece, alla fine abbiamo scoperto che la notizia, la miccia, l’avevo trovata io, che ci avevo lavorato per trovare fonti, riferimenti e scoprire cose quasi inconfessabili in conferenza stampa. Apporto IA? Correzione di bozze e revisione dello stile.

Il terzo, invece, era addirittura arrivato da tutt’altra parte. Durante la creazione, correzione e test di un programma nato dalla necessità di scandagliare e ripulire dalla spazzatura un vastissimo archivio di file. Proprio davanti a quasi 40 giga di immagini ISO era venuto fuori il titolo che, prudentemente, avevamo messo da parte. Forse l’apporto di ChatGPT potrebbe essere nel riferimento a un personaggio storico, nella premessa tecnologica ma, per il resto sfido il miglior LLM a scoprire che io ho in casa ancora un Asus EEEPC 701. Diciamo 60% io e 40% AI.

Ma 60% e 40% di cosa? In realtà l’idea è nata mentre facevo tutt’altro. Anziché scriverla su un post-it ho chiesto a ChatGPT di tenerla a mente. Poi l’ho impegnata in tutt’altro. A un certo momento le ho chiesto di memorizzare un altro punto. Poi avanti su “perché il programma non fa questo come volevo?” e via discorrendo per una mattinata.

La realtà, semplice, se volete brutale, è questa: «Cerchiamo in ChatGPT le risposte quando noi dovremmo porci le domande.»

Inutile chiedere se uno scritto ha o non ha certe caratteristiche linguistiche, se segue o meno certi schemi di scrittura. Dovremmo capire se nasce da una moda del momento, da un argomento “acchiappa click” o da qualcosa di diverso.

Da un ragionamento. Che nasce e cresce in un cervello che è fatto di cellule vive.

Le tre domande vere sarebbero, secondo me, non soltanto: «chi l’ha scritto?» ma piuttosto «come è stato scritto?» e, soprattutto: «hai fatto scrivere all’IA o hai scritto con l’IA?»

Ed ora, mettetevi comodi. “Chi l’ha scritto?” è stato costruito davanti ai vostri occhi esattamente secondo il procedimento che ho cercato di descrivere. Ci sono volute quasi 4 ore!

MA CHI L’HA SCRITTO?


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 63

«Ogni tanto spegni tutto. Il mondo continuerà a girare anche senza il tuo aggiornamento di stato.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.