… il social network senza rete

Nessun cane è stato maltrattato per la realizzazione di questa immagine.
Questa mattina, prima dell’alba, nel silenzio del mio laboratorio, con il jazz che faceva da sottofondo ai miei pensieri ancora confusi, sono stato distratto dall’abbaiare di Elly e Kelly, le cagnoline di famiglia.
Non chiedetemi perché, ma ho fermato la musica e sono uscito fuori ad ascoltare.
Quasi immediatamente Ugo e Cody, i cani del vicino, hanno iniziato ad abbaiare anche loro. Alle voci dei quattro si è aggiunta quella di un altro cane nella zona artigianale e poi un altro ancora, più lontano.
Non ho capito cosa fosse successo.
Dopo qualche minuto Elly e Kelly hanno smesso e sono rientrate nella cuccia. Dopo poco hanno smesso anche Ugo e Cody e poi quello della zona artigianale.
Ed io ho immaginato quella voce, sollevata da due simpatiche trovatelle nere, continuare a rimbalzare sempre più lontano, espandendosi come i cerchi nell’acqua.
Poesia? No, solo un vecchio nerd che ha iniziato, dannazione, a riflettere.
Sicuramente Elly e Kelly sapevano perché abbaiavano, magari svegliate dal rumore di un’automobile passata sulla provinciale. Ugo e Cody, che magari non avevano sentito il rumore, si sono sentiti in dovere di ripetere quello che sembrava essere importante.
E il cane della zona artigianale, che magari non sapeva niente dell’auto, ha pensato bene di rilanciare il messaggio. E così via. Da Bordonchio fino a chissà dove. Con l’auto, Elly, Kelly, Ugo e Cody scomparsi dal messaggio.
Istinto animale…
Fermi tutti!
Istinto animale un corno!
Pensateci un attimo. Riccardo cade, gli fa molto male una caviglia. Elena chiama l’ambulanza – Riccardo pesa parecchio – e lo accompagna al Pronto Soccorso. I vicini vedono l’ambulanza e chiedono cosa sia successo: “Riccardo è caduto, il dolore al piede era insopportabile!”.
Nel frattempo al Pronto Soccorso radiografia, ortopedico, fasciatura e tutore. Venti giorni salvo complicazioni.
Riccardo torna a casa e scopre che, secondo la gente, è caduto svenendo, si è rotto un piede, lo hanno portato d’urgenza in ospedale, forse lo hanno operato e dovrà stare per quaranta giorni a letto. Se tutto va bene.
Potenza del pettegolezzo. Solo chiacchiere di quartiere. Questo fino a ieri. Magari ancora oggi.
Poi sono arrivati i tabloid di stile anglosassone.
Se Riccardo è una persona famosa bisogna fare, per forza, un articolo con foto di piedoni ingessati, primi piani di facce addolorate, foto dell’ospedale, ambulanze, polizia e, magari, una bella copertina.
Insomma il pettegolezzo stampato, il gossip.
Per 100, 1.000, 10.000 o più lettori che, magari nella sala d’attesa del dottore, si chiedono “Riccardo chi?”
Comunicazione di servizio per parenti, amici e conoscenti: io non sono caduto!
Ma oggi c’è internet, ci sono i social. Ci sono gli smartphone.
Se succede qualcosa dobbiamo comunicarlo, postarlo. Se abbiamo anche immagini e filmati, meglio. E se la mia amica di Bordonchio ha postato una notizia devo condividerla nel gruppo “Sei di Bellaria se…”. E se è nel gruppo delle amiche di Bellaria, perché non condividerlo anche in quello di Rimini e Provincia?
Ma da Kelly ed Elly fino ai social il meccanismo è sempre lo stesso.
Una notizia deve essere comunicata. Se non abbiamo i dettagli riempiamo i vuoti. Se i dettagli non ci sembrano convincenti, possiamo inventarne di nuovi, magari li arricchiamo un po’. Ma poco, eh.
E mentre il sole è già alto ed Elly e Kelly corrono felici in giardino, mi viene una domanda:
I cani imitano noi o noi imitiamo i cani?
Regola n. 59
«Se una cosa sembra progettata male, controlla prima quando è stata progettata. Potrebbe non essere un errore. Potrebbe essere il passato che non ha ancora ricevuto l'aggiornamento.
Vale anche per le persone.»

Lascia un commento