Una volta bastavano una matita e due corna sul manifesto di Peppone. Oggi l’intelligenza artificiale può modificare una fotografia senza che la modifica sia riconoscibile. Ma il problema è davvero lo strumento che usiamo o quello che facciamo credere a chi guarda?
Google presenta Googlebook e punta sull’integrazione tra computer e smartphone Android. Un’idea nuova? Il mio vecchio iMac del 2011 avrebbe qualcosa da dire.
Proteggiamo dati e identità con password, SPID, CIE e riconoscimento biometrico. Ma se la chiave è quella giusta, siamo sicuri di sapere chi la tiene in mano?
Ci preoccupiamo delle intelligenze artificiali che potrebbero disobbedirci. Forse dovremmo preoccuparci di quelle che faranno esattamente ciò che chiediamo, trovando semplicemente una strada che non avevamo previsto.
Dal livello C1 richiesto per la cittadinanza al linguaggio della politica: prima di chiedere agli altri di capire l’italiano, siamo sicuri di essere capaci di farci capire?
Mettere ordine in un vecchio archivio digitale può diventare un viaggio inatteso nella memoria. Perché non tutte le vecchie versioni di noi meritano di essere cancellate. Hai visto mai.
Dai tempi di Windows 3.0 abbiamo cambiato computer, dischi e connessioni. La barra di avanzamento, invece, è ancora lì a regalarci certezze che certezze non sono. E forse abbiamo qualcosa da imparare anche da lei.
Dai primi «Hey Siri» e «OK Google» agli assistenti capaci di ascoltarci, lasciarsi interrompere e svolgere compiti. Forse siamo già passati dal chiedere all’AI e usarla a qualcosa di diverso: lavorare insieme.
Quando qualcosa funziona male, la colpa sembra sempre del software. Eppure, spesso il problema nasce altrove. Una riflessione sui guasti, sulle responsabilità e sulla tentazione di cercare il colpevole più comodo.
Sul web il termine “gratis” nasconde spesso un prezzo diverso dal denaro. Una riflessione sul valore dei dati personali, dei servizi digitali e delle scelte che facciamo ogni giorno.
Ogni sistema complesso ha bisogno di qualcuno che metta ordine tra informazioni, persone e decisioni. Un viaggio tra informatica e vita quotidiana per capire quanto sia importante il ruolo degli intermediari.
I computer ragionano in bianco e nero. Gli esseri umani, molto meno. Un viaggio tra logica informatica e complessità della realtà, dove le sfumature continuano a sfuggire a qualsiasi algoritmo.
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