Ogni sistema complesso ha bisogno di qualcuno che metta ordine tra informazioni, persone e decisioni. Un viaggio tra informatica e vita quotidiana per capire quanto sia importante il ruolo degli intermediari.
I computer ragionano in bianco e nero. Gli esseri umani, molto meno. Un viaggio tra logica informatica e complessità della realtà, dove le sfumature continuano a sfuggire a qualsiasi algoritmo.
Informative, consensi e cookie sembrano spesso usciti da un romanzo di Kafka. Un’ironica riflessione su privacy, burocrazia digitale e buon senso, tra norme necessarie e moduli che finiscono per confondere più che proteggere.
Le procedure aiutano a organizzare la sanità. Ma nessun modulo dovrebbe far dimenticare che, dall’altra parte della scrivania, c’è sempre una persona da curare.
Quando un sistema smette di funzionare, la tentazione è cercare subito il “bullone rotto”. Ma i problemi più difficili da risolvere sono spesso quelli che nascono dalle nostre ipotesi sbagliate, non dai guasti reali.
Esiste una specie capace di conservare cavi inutilizzati, leggere i file di log per curiosità e sorridere davanti a un floppy disk. Un ritratto ironico del vecchio nerd e della sua ostinata passione per la tecnologia.
Non è Internet a renderci più intelligenti o più stupidi. Come ogni strumento, amplifica il modo in cui scegliamo di usarlo. La vera differenza continua a farla il nostro spirito critico, non la tecnologia.
C’è stato un tempo in cui i telefoni non erano smart(phone) ma almeno avevano il buon gusto di ammetterlo. Il vecchio T9, per esempio, non pretendeva di capire l’animo umano.Faceva quello che poteva con dieci tasti numerati, una logica elementare… Continua a leggere →
Premessa: non sono un paladino di Linux o di MacOS o di Windows. Conosco tutti e tre i sistemi e li uso tutti e tre quotidianamente. Sono, semplicemente, una persona curiosa che vuole capire. C’è un momento preciso in cui… Continua a leggere →
C’è una cosa che ogni tanto mi diverto a immaginare. La notte tra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000.Quella in cui, secondo alcuni, il mondo avrebbe dovuto inciampare su due cifre mal messe. Solo che, invece dei… Continua a leggere →
C’è stata una notte, tra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000, in cui il mondo avrebbe dovuto trattenere il respiro. Non per i fuochi d’artificio, non per il brindisi, ma per una domanda molto più concreta: domani… Continua a leggere →
Premessa Ci sono momenti in cui scrivere diventa un esercizio quasi fuori luogo. Non perché manchino le parole, ma perché il rumore di fondo è forte, troppo forte, dolorosamente forte. Questo inizio d’anno è stato attraversato da venti di guerra… Continua a leggere →
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