Ma le persone hanno mille sfumature. E non solo di grigi.

Lillo osserva mentre Sugar cerca di strappare il cartellino "Albero - Sì/No" appeso a un bonsai davanti a un computer che mostra una scelta binaria, metafora della differenza tra i dati informatici e la complessità delle persone.
Quando un bonsai vale più di un campo Sì/No


Pare che dal 7 luglio in Emilia-Romagna arrivi una nuova versione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Nuova interfaccia, servizi rinnovati e, soprattutto, un taccuino personale dove ciascuno potrà annotare misurazioni, farmaci assunti e altre informazioni sulla propria salute. Una buona notizia.

Almeno sulla carta.

Il vecchio informatico che, all’inizio degli anni Novanta, aderì con entusiasmo al progetto SOLE e ne seguì l’evoluzione fino al Fascicolo Sanitario Elettronico ha pensato soltanto una cosa:

«Era ora.»

Però.

Mio padre la chiamava “la particella scarrupatoria“.

Ogni informatico, prima o poi, scopre una verità piuttosto scomoda.

Un database può contenere milioni di dati. La comprensione, purtroppo, non si misura in gigabyte.

E se quei dati rappresentano persone che affidano la propria salute alla sanità pubblica, allora si rischia di sbatterci il grugno.

Un esempio concreto?

Uno specialista propone a un paziente di partecipare a un gruppo di supporto.

Sul monitor compaiono due sole possibilità:


No

Per un computer è perfetto.

I computer adorano le risposte binarie.

Sono fatti di bit.
Zero oppure uno.
Vero oppure falso.

Le persone, invece, sono fatte di:
“dipende”;
“oggi sì”;
“domani forse”;
“vorrei, ma non posso”;
“posso, ma non voglio”;
“non oggi”.

Qualche mese dopo qualcuno estrae una statistica e scopre che il 68% dei pazienti ha risposto “No”.

Non proprio.

Ha risposto “No” a quella domanda.

Sono due affermazioni profondamente diverse.

Forse molte di quelle persone avrebbero partecipato volentieri.

Ma il gruppo si riuniva il lunedì mattina, proprio mentre erano al lavoro.
Oppure non avevano un mezzo di trasporto.
O dovevano assistere un familiare.
O, semplicemente, non si sentivano ancora pronte.

Il database non sta mentendo.

Sta semplicemente rispondendo alla domanda che gli abbiamo insegnato a fare.

Il mio Vecchio Maestro di Bonsai sosteneva che non bisogna mai mettere le forbici su una pianta prima di aver almeno immaginato l’albero che si vuole ottenere.

All’epoca pensavo stesse parlando di bonsai.

Molti anni dopo ho scoperto che stava parlando anche di sistemi informativi.

Ogni campo di un database è una piccola potatura della realtà.

Se scegli il ramo sbagliato, l’albero continuerà a vivere. Ma non sarà più quello che avevi immaginato.

Forse è per questo che continuo a diffidare delle domande troppo semplici.

Soprattutto quando riguardano le persone.

La nuova versione del Fascicolo Sanitario Elettronico sarà quasi certamente migliore della precedente.

Ed è già un ottimo risultato.

L’importante è ricordarsi che aggiornare un software richiede qualche mese.

Capire davvero una persona, invece, richiede ancora un po’ più di tempo.

Perché i computer adorano le risposte binarie.

Le persone, per fortuna, continuano a essere infinitamente più complicate.


Le Regole di Speranza-1

Regola n. 0

«Non prendere troppo sul serio né te stesso né la macchina che stai usando per leggere questa regola.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.