… anche quando fa schifo insieme.

Un elegante piatto di bucatini con marmellata di prugne e albicocche, spicchi di agrumi e scorza di limone, servito su una tavola raffinata. Sopra il piatto, una farfalla in volo genera un piccolo vortice di goccioline di marmellata e scorza di limone.
Immagine generata con l’intelligenza artificiale di ChatGPT.


Ragazzi, devo fare una confessione. Mi piacciono gli spaghetti, le linguine e i bucatini cotti al dente e conditi abbondantemente. E mi piace anche la marmellata, specie di prugne o albicocche. Adoro, poi, gli agrumi: arance, mandarini e limoni.

Ma se mi mettete davanti un piatto di bucatini perfettamente al dente, conditi con un’abbondante miscela di marmellata di prugne e albicocche, irrorati da abbondante spremuta di arance tarocco, adornati da spicchi di mandarino e con una grattugiata di scorza di limone amalfitano, potete essere sicuri di una cosa.

Ve lo tiro in faccia!

“Ma sono tutte cose che hai detto che ti piacciono” potrebbe obiettare uno chef ipotetico/criminale.

Ecco, quando apro le pagine di certi aggregatori di notizie tipo Google News, ho l’impressione di trovarmi davanti allo stesso chef criminale.

È vero, ho segnalato i miei interessi personali: sport motoristici, scienza e tecnologia, volontariato. Naturalmente, voglio anche notizie di cronaca locale, dall’Italia e dal mondo, possibilmente selezionate da determinate fonti. In parole povere, gli ho detto che cosa voglio mi venga servito.

Poi, scorrendo le notizie, capita che qualcuna mi incuriosisca particolarmente. E lì non mi accontento del riassunto. Clicco, verifico i cookie, leggo. A volte, dopo i primi due o tre paragrafi, capisco se è il caso di approfondire. A volte, dopo aver letto le prime righe, chiudo la pagina.

Sono fatto così, non chiedetemi perché.

Ma di una cosa sono preoccupato. Perché ho il sospetto che, se continuo a scegliere le stesse fonti per le notizie tecnologiche, a visitare gli stessi siti che parlano di motori e a leggere notizie locali di musica, si inneschi un meccanismo rispetto al quale i bucatini alla marmellata e agli agrumi sarebbero una cosa da ridere.

E magari mi ritrovo tra le notizie suggerite un cantante riminese che ha dedicato una canzone alla squadra del Rimini Calcio. Oppure la notizia di un deputato gallese che ha utilizzato degli occhiali smart per leggere il proprio intervento in Parlamento. Niente di straordinario.

Ma ho anche l’impressione netta che le notizie che mi interessano in modo particolare, come le novità tecnologiche della Formula Uno, gli sviluppi di nuovi modelli di intelligenza artificiale, e i linguaggi di programmazione più moderni, stiano lentamente scomparendo dal panorama che mi viene presentato.

Quello che vedo è il mondo reale oppure è il mondo reale sottoposto a un filtro, un filtro che, giorno dopo giorno, mi sono costruito inconsapevolmente?

Mi sembra di essere entrato in una specie di loop senza fine, incubo di tutti i programmatori. Un ciclo di istruzioni che si ripete senza mai fermarsi perché non trova l’istruzione per uscire. Come il gatto che insegue la coda. Se Google continua a mostrarti quello che pensa ti piaccia, e tu continui a leggere quello che Google ti mostra, alla fine chi dei due sta educando l’altro?

Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?

Oggi può!

Ti è piaciuto? La prossima non fartela raccontare.
Eventuali & Varie parla solo quando ha qualcosa da dire.

Le Regole di Speranza-1

Regola n. 27

«La realtà ha il brutto vizio di ignorare le tifoserie.»

Le regole sono in continua evoluzione. Anche Speranza-1.