ho acceso il cervello.

Siamo talmente abituati alla tecnologia che ci circonda da accorgercene solo quando viene a mancare.
Uomo avvisato è mezzo salvato e, benché E-Distribuzione avesse lasciato un volantino, non mi sono preoccupato più di tanto. In fondo ho due UPS e avevo tutto il tempo di spegnere i PC, magari, per la serie hai visto mai, fare anche un backup dei dati più importanti. E poi, dalle 13:30 alle 18:30, cinque ore, mica faranno sul serio questi? Alle 18:30 il sole sarebbe già tramontato. Mica vorranno che prendiamo le candele e i lumi a petrolio?
Preciso, come un locale a lunga percorrenza delle FF.SS. di 35 anni fa, alle 14:40 il beep-beep degli UPS mi avverte. Qualcuno ha staccato la corrente! Insomma, secondo i soliti ben informati, lavori sulla rete di distribuzione a bassa tensione, ma io avevo visto transennato il traliccio con i deviatori sulla media tensione, quella a 30.000 volt.
Spengo l’iMac, spengo il PC, spengo i due gruppi di continuità. Il modem e l’antenna FWA che mi collegano a Internet si sono spenti da soli, ovvio. Vanno a corrente pure loro.
Segna: “Organizzarsi in modo che Internet sia sotto UPS.”
E ora? Sistemo le penne nei portapenne, do una radanata alla scrivania, pulisco la tastiera e i mouse. Esco in giardino, faccio quattro passi con il mio fido deambulatore, gioco dieci minuti, forse meno, con le cocche, le due cagnette trovatelle arrivate dalla Sicilia tre anni fa. L’ombra di casa sul giardino rende spiacevole quel venticello fresco, a Roma la chiamano tramontanina. Quasi quasi vado in casa a farmi un bel caffè caldo… no, la macchina per il caffè ha bisogno di cialde (ci sono), di acqua (c’è) e di corrente elettrica. No, quella manca.
Segna: “Comprare il caffè macinato, buono, per la moka.”
Rientro in quello che, pomposamente, chiamo il mio laboratorio e mi guardo intorno. Mando un messaggio al gruppo di famiglia per comunicare a quelli che non sono a Bordonchio che a casa non c’è corrente. Non esce. Una sola tacca di connessione, connessione 4G, forse. Eppure la torre TIM 5G è a meno di 100 metri da casa. Ma è nell’area interessata dall’interruzione di corrente. Affronto il venticello fastidioso ed esco in giardino e riesco a convincere l’iPhone a collegarsi a un ponte radio 4G a due o tre chilometri.
Segna: “… cosa cavolo segno?”
Saranno passati venti minuti, forse. Intorno a me il mio vanto, i computer recuperati e aggiornati, sono diventati una collezione di oggetti di plastica, alluminio, vetro e silicio. Silenziosi, quasi inutili.
Ma fortunatamente ho anche libri. Tanti libri, molti manuali. Una copertina verde attira la mia attenzione: “DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE” dell’indimenticabile Francesco Guccini.
Mi piace leggere, e uso spesso i computer per leggere libri. Ne ho anche una discreta collezione memorizzata, qualche giga. Dal Manifesto di Ventotene ad Asterix il gallo, dai Dialoghi con Eta-Meta all’Orlando Furioso. E il libro cartaceo di Guccini, la carta ha un altro fascino, l’avrò letto almeno due, forse tre volte.
Lo prendo in mano e inizio a leggere approfittando della luce del sole pomeridiano che filtra dalla tendina alla finestra. Leggo e penso, penso alle cose perdute e inizio a prendere appunti a matita sul blocchetto che, da sempre, è sulla mia scrivania.
Segna: “Spunto: I cantastorie del III millennio.”
Continuo a leggere, le righe scorrono veloci. Continuo a segnare spunti, quasi che le parole di Guccini, tanto simili ai versi di certe sue canzoni, mi suggerissero un filo conduttore, delle idee su cui lavorare, e delle quali, magari, un giorno parlare anche qui. Altro spunto: “Dove sono finiti i postini e i bigliettai?”, e poi “Penne, pennini e tastiere”, “Caffè d’orzo e macchinette automatiche”, “L’oratorio, i preti e la sezione del partito”.
Alle 16:48 la corrente è tornata. Due ore e otto minuti.
E-Distribuzione, grazie. Ma, soprattutto:
Grazie Francesco!
Regola n. 37
«Se non riesci a spiegare una cosa davanti a una piadina, forse non l'hai capita davvero.»

martedì 20 Ottobre 2026 alle 10:42
Il fascino dei libri un libro non ti lascia mai solo
martedì 20 Ottobre 2026 alle 10:46
Vero.❤️