Ho letto una ricerca interessante: il cervello sembra elaborare la lettura su carta e quella su schermo in modo non del tutto identico. In particolare, diversi studi suggeriscono che la lettura su carta favorisca una comprensione più profonda e una… Continua a leggere →
(ovvero: quando la tecnologia ci vende la chiave della prigione) C’è una nuova frontiera dell’innovazione tecnologica. Non è un telefono più veloce.Non è un’intelligenza artificiale più intelligente.Non è nemmeno un social network più coinvolgente. È una scatola. Una scatola che… Continua a leggere →
C’è stato un tempo in cui il telefono era una cosa semplice.Squillava. Tu rispondevi. Dall’altra parte c’era qualcuno. Un essere umano. Magari tua zia. Magari un venditore di enciclopedie. Magari un parente che iniziava ogni conversazione con: «Indovina chi sono.»… Continua a leggere →
C’è stato un tempo in cui i telefoni non erano smart(phone) ma almeno avevano il buon gusto di ammetterlo. Il vecchio T9, per esempio, non pretendeva di capire l’animo umano.Faceva quello che poteva con dieci tasti numerati, una logica elementare… Continua a leggere →
(ma li chiamava paparazzi) Nei film di Fellini c’è una cosa stranamente moderna. Quasi fastidiosamente moderna.E no, non c’entrano effetti speciali, astronavi o improbabili profezie tecnologiche. C’entrano gli esseri umani. Riguardando oggi “La dolce vita” o “8½” viene quasi il… Continua a leggere →
C’è un posto, in ogni casa, che somiglia più a un archivio archeologico che a un cassetto.Lo apri e trovi stratificazioni di civiltà: cavi arrotolati su se stessi come serpenti addormentati, caricabatterie di telefoni che non esistono più, adattatori di… Continua a leggere →
ovvero: come sopravvivere senza diventare misantropi digitali, o almeno non troppo presto C’è stato un tempo, ormai lontano, in cui le comunità si costruivano nelle piazze.Poi sono arrivati i bar. Poi i centri commerciali. Infine, i gruppi su WhatsApp e… Continua a leggere →
Ragazzi, stamattina ho fatto una cosa rivoluzionaria: ho aperto la finestra.Non prima, però, di aver consultato l’app del meteo. Diceva: nuvoloso.E fuori, fuori c’era il sole. Ora, in un mondo semplice, uno direbbe: “Che bella giornata.” Io invece ho pensato:… Continua a leggere →
ovvero manuale di sopravvivenza alle frasi che internet attribuisce a casaccio Viviamo nel secolo in cui chiunque può diventare scrittore: basta prendere una frase trovata sotto un post del 2013, aggiungere una foto di un filosofo greco che probabilmente non… Continua a leggere →
Tutti i dispositivi smart (smartphone, tablet, ora anche pc e notebook) del mondo hanno un tasto per staccare.Noi umani (che quei dispositivi li abbiamo prima immaginati, poi creati e programmati), invece, no. Basta un tocco e lo smartphone smette di… Continua a leggere →
C’è un celebre aforisma di Schopenhauer, quello dei porcospini. Per chi non lo conoscesse lo sintetizzo così: in una fredda giornata d’inverno, un gruppo di porcospini si stringe per scaldarsi, ma gli aculei reciproci li pungono, costringendoli ad allontanarsi. Alla… Continua a leggere →
ma il sudore resta analogico L’Intelligenza Artificiale guiderà la fabbrica del futuro, dicono gli esperti. Io, più modestamente, ho provato a usarla per farmi guidare in palestra. Risultato? Ho capito che l’unico muscolo che l’AI allena davvero bene è… il… Continua a leggere →
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